L'INCHIESTA

Peculato ad Aci Catena, il sindaco licenzia il segretario comunale

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Raffaele Antonio Milazzo

Il Comune di Aci Catena ha licenziato il segretario comunale Raffaele Antonio Milazzo, che fu arrestato il 29 agosto scorso dai carabinieri per falsità materiale e ideologica commessa da pubblico e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri con l'accusa di essersi appropriato di 98 mila euro del Comune di Mascali.

A darne comunicazione con una nota il sindaco di Aci Catena Nello Oliveri, che ha precisato che: “Milazzo era stato già stato sospeso dal suo Comune e che nei prossimi giorni insedierà in organico il nuovo segretario generale”.

Raffaele Antonio Milazzo segretario del comune di Aci Catena è stato arrestato da carabinieri per falsità materiale e ideologica commessa da pubblico e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. Nei suoi confronti è stato eseguita un'ordinanza agli arresti domiciliari emessa dal gip, su richiesta della procura, che ha disposto anche il sequestro preventivo delle somme presenti su conti correnti intestati all'indagato e dell'appartamento di residenza.

Secondo gli inquirenti dall'agosto 2016 Milazzo, attraverso l'emissione di mandati di pagamento e atti di liquidazione alterati, si sarebbe appropriato di 98.786 euro del Comune di Mascali accreditandoli su un conto corrente a lui riconducibile e appositamente aperto”.

Secondo la Procura di Catania Milazzo anche grazie all'alterazione dei dati informatici presenti sul server del Comune avrebbe attestato l'esistenza di debiti inesistenti e sostituito e soppresso la documentazione amministrativa e contabile corretta con determinazioni e mandati di pagamento creati ad hoc e aventi contenuto differente e quindi mendace. L'ingente somma di cui si sarebbe appropriato il segretario comunale, sostiene l'accusa “veniva liquidata apparentemente in ottemperanza ad una sentenza esecutiva emessa dal tribunale civile di Catania e registrata tra i servizi per conto terzi, per ingannare ulteriormente il Consiglio Comunale ed eludere le verifiche sul bilancio”.

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