Producevano e commercializzavano marijuana nel Catanese, nomi e foto degli arrestati

Ecco i nomi e le foto dei coinvolti nell'operazione antidroga condotta dalla polizia nel Calatino. Tra loro anche l'assistente capo della polizia Matteo Oliva, di 46 anni, ritenuto uno dei dirigenti e tra gli organizzatori della banda, e il carabiniere Stefano Cianfarani, di 49 anni, indicato come organico al gruppo.

Gli altri arrestati sono: Umberto Beninato, di 41 anni; Domenico Bonifacio, di 27; Giuseppe Calcò, di 51; Alessandro Cannizzaro, di 33, posto ai domiciliari; Antonino Cosentino, di 39; Fabio Gaetano D'Antona, di 42; Nello Nico Ferrante, di 46, anch'egli posto ai domiciliari; Salvatore Guzzone, di 35, che si trovava già ai domiciliari; i fratelli Rita e Santo Maggiore, rispettivamente di 45 e 47 anni; Santo Musarra, di 27, anch'egli posto ai domiciliari; Carmelo Privitera, di 52, posto ai domiciliari; Rocco Ragusa, di 45; Gabriella Rossitto, di 50, posta ai domiciliari; Carmelo Straniero, di 47, che era sottoposto all'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, e i suoi due figli Andrea di 22 e Giovanni Nicolò, di 24, che si trovava già ai domiciliari.

"Casi sporadici ed isolati, 'frutti marci' di un albero, quello delle forze dell'ordine, che produce sempre risultati senza i quali noi non potremmo mai contrastare efficacemente la criminalità. Elementi spuri di un organismo sano ed efficiente che troviamo sempre accanto a noi a collaborare nelle indagini di contrasto alla criminalità". Così il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro sui due agenti della polizia ed un carabiniere arrestati nell'ambito delle indagini "Beautiful hybrid" della squadra mobile su un gruppo che coltivava marijuana.
"Quando parlo di questi casi - ha aggiunto Zuccaro - mi sembra di parlare di soggetti alieni perché i poliziotti ed i carabinieri che io ho imparato in tanti anni a conoscere sono persone ben diverse da queste, sono persone che fanno in condizioni spesso difficili il loro dovere con entusiasmo, con passione e con una competenza che mi ha sempre lasciato sbalordito".

"Questi soggetti - ha sottolineato il procuratore di Catania - si distaccano come un frutto marcio da un albero sano, e per questo mi danno una impressione di 'alienità', tradendo il giuramento che hanno fatto, le divise che indossano ed i loro stessi colleghi che invece sono giorno e notte impegnati in questa lotta di contrasto. Questi - ha concluso Zuccaro - invece hanno pensato di vendersi, di vendere il loro lavoro per denaro".

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