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Tondo Gioeni a Catania, un anno di caos

Catania, Archivio

CATANIA. L'anniversario della «scomparsa» del ponte Gioeni sarà polemicamente celebrato oggi dall'opposizione consiliare. «Ingorghi, pericoli, lavori fermi», attacca Manlio Messina, capogruppo di Area Centrodestra che sbatte sul banco degli imputati il sindaco Enzo Bianco assieme agli assessori Luigi Bosco e Saro D'Agata. Nessuna replica, fatta eccezione di un sms firmato Bosco: «Sono all'estero, risponderò dopo Ferragosto».
Messina, che stamattina terrà «sul luogo del delitto» una conferenza stampa con i colleghi di Forza Italia, Ncd e Grande Catania-Mpa, accusa: «Purtroppo, dobbiamo dire che l'avevamo detto. Lo scorso anno, prima che abbattessero il ponte, avevamo suggerito all'amministrazione Bianco una pausa di riflessione. Hanno, invece, voluto procedere in fretta lasciando un'opera incompiuta che l'impresa non ha ultimato perché sono finiti i fondi e che rappresenta un incubo per gli automobilisti». «Anche con alcuni video — aggiunge — abbiamo documentato come ogni giorno, a ogni ora, il traffico al Tondo Gioeni è caotico, intasatissimo. Finché non verrà realizzato il sottopasso, la situazione non potrà migliorare. Ma del sottopasso non abbiamo notizie».
I gruppi di minoranza si sono dati appuntamento per oggi all'insegna di un cartello — «bella m…» — issato da un buontempone qualche tempo fa nell'area dei lavori. Non è solo un problema di incompiuta, però. Manlio Messina sottolinea le insidie del nuovo tratto stradale: «Basta passare da lì per accorgersi del dislivello nel punto di congiunzione tra la rotatoria e la circonvallazione. Un salto pericolosissimo per auto e moto. Qualche ragazzo racconta di andarci apposta la notte, per provare l'effetto che fa…». E ancora: «Questa amministrazione continua a sperimentare cose come il Gioeni o la rivoluzione dei sensi di marcia in via D'Annunzio. Intanto, pensa a chiudere piazza Borgo rendendola isola pedonale. Le strade a Catania, però, sono quelle che sono. I mezzi pubblici, pure. Inutile, poi, riempirsi la bocca con il risanamento dell'Amt perché hanno avuto gioco facile a farlo con la trasformazione in società per azioni, quindi ripartendo da zero. La vecchia Municipalizzata Trasporti, intanto, è ancora lì con i suoi debiti».
Il capogruppo di Area Centrodestra attacca gli assessori alla Viabilità e ai Lavori pubblici, che sono appunto D'Agata e Bosco. Uno di loro, peraltro, potrebbe finire tra i «papabili» nel rimpasto di giunta che a Palazzo degli Elefanti viene dato per certo, ormai da mesi: «Tutti ne parlano, ma nessuno sa bene cosa accadrà — commenta Manlio Messina — Il sindaco, tra ottobre e dicembre, cambierà qualcosa. Deve farlo. Articolo 4 s'è messo proprio di traverso, basta fare caso a quello che avviene in Consiglio dove la maggioranza, poi, continua a rimediare figuracce. Sulle varianti al Piano regolatore, ad esempio, l'Avvocatura ha dato ragione a me e l'amministrazione è stata costretta a ritirare le delibere».

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