A Catania operai della Forestale sul piede di guerra

Il lavoro a singhiozzo nei cantieri preoccupa i «centocinquantunisti» che rischiano di non completare il periodo di impiego secondo il previsto contratto. Il direttore dell'Azienda foreste demaniali ha assicurato il pagamento degli arretrati e il completamento del «monte ore»
Catania, Archivio

CATANIA. In stato di agitazione i forestali dei cantieri del capoluoto etneo, che hanno presidiato ieri la sede provinciale dell'Azienda foreste demaniali.
I lavoratori radunatisi davanti gli uffici di via Etnea hanno protestato per le continue sospensioni (i «centocinquantunisti» sarebbero i più penalizzati) e la mancata corresponsione delle spettanze maturate. Se l'Azienda ritardasse a riavviarli a lavoro, gli operai rischiano di non completarele le 151 giornate previste — la norma è garantita da un'apposita legge regionale e da accordi sindacali — con la conseguente perdita della quota salario e della quota di contribuzione previdenziale e la relativa quota di disoccupazione. Inoltre, sarebbe loro preclusa la possibilità di recuperare sia giorni di malattia sia eventuali permessi non retribuiti.
Altra questione, per nulla da sottovalutare e quella legata al fatto che tali disservizi impoveriscono anche i lavoratori a tempo indeterminato, che da giugno sono senza stipendio e che non hanno percepito gli eventuali rimborsi Irpef.
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