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Catania, arriva una «pioggia antifumi» sul Parco dei veleni

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L’amministratore:«Abbiamo realizzato alcuni lavori e siamo stati anche favoriti dalle condizioni meteo, almeno perché l’acqua piovana ha impedito ulteriori emissioni di gas».

CATANIA. Un drappello di consiglieri comunali domani tornerà a "Parco Veleni", nel cuore di Monte Po. "Al sopralluogo abbiamo anche invitato l'assessore Saro D'Agata", afferma Salvo Tomarchio, presidente della Nona commissione che causa maltempo aveva dovuto rinunciare alla visita in programma due settimane fa. Le piogge, comunque, sono servite a qualcosa perché dal terreno non si sprigionano più, dopo mesi, fumi tossici: "Abbiamo realizzato alcuni lavori - dichiara D'Agata - e siamo stati anche favoriti dalle condizioni meteo, almeno perché l'acqua piovana ha impedito ulteriori emissioni. Questo, però, non significa certo che rinunciamo agli interventi programmati anche perché temiamo che i fumi possano riprendere. Siamo in attesa del carotaggio, per stabilire esattamente la natura dei rifiuti e, quindi, la natura degli interventi di bonifica".

Tomarchio, intanto, ha chiesto "una mano" al direttore del Dipartimento di Ingegneria industriale Francesco Patania, già Docente nel corso di Tecniche del Controllo Ambientale. Il Comune potrebbe affidare proprio all'Università le indagini sul "caso" di Parco Monte Po: "Se il rettore e il sindaco dovessero sottoscrivere la convenzione - spiega il professore - si estrarranno campioni dal terreno a profondità discrete tramite carotaggi con interventi su limitate superfici. Saranno raccolti campioni delle esalazioni gassose e realizzate indagini termografiche. L'analisi delle "carote" e dei campioni di esalazioni gassose potrebbero venire effettuate dal professor Salvatore Sciacca (Docente di Igiene Ambientale e del Territorio a Medicina, ndr) nei pertinenti laboratori e i rilievi termografici in quelli del Dipartimento di Ingegneria Industriale". Secondo Patania, l'esito dei controlli potrebbe essere fornito entro un mese dalla firma della convenzione.

Aspettando gli accertamenti, in via Bottari e dintorni resta alto "l'allarme-diossina" di cui avevano esplicitamente parlato proprio Salvo Tomarchio, esponente di opposizione a Palazzo degli Elefanti, e l'ex assessore comunale Nino Nicotra. "Ancora - dice adesso il presidente di commissione - non è stato fatto nulla. E' stata buttata acqua, sono intervenute alcuni escavatori che hanno consentito di mettere in evidenza carcasse di elettrodomestici e copertoni usati. In effetti, però, non conosciamo esattamente cosa si nasconde. Evidente che qualcosa c'è, se per mesi s'è ripetuto quel fenomeno a seguito di un incendio avvenuto in giugno".

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