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Catania, meno scippi e rapine e più arresti per mafia

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Il questore Salvo Longo ha presentato il resoconto di un anno di attività: «Significativo l’incremento dei denunciati per il reato di usura che sono stati ventuno».

CATANIA. «Una concreta e sostanziale diminuzione dei reati rispetto al 2013. In particolare rapine, scippi e furti d’auto». Buone notizie. Sono quelle diffuse ieri dal questore Salvo Longo, che ha presentato il bilancio di un anno di ”fatiche” per la Polizia in terra d’Etna: «Al di la dei numeri — ha sottolineato — il 2014 verrà ricordato per la task force di controlli agli esercizi di ristorazione e ai paninari che ha creato una nuova dimensione nella concezione della legalità, raggiungendo quelle zone grigie dove le violazioni delle norme, anche di rilevante gravità, erano sopravvissute passando quasi inosservate». Il questore non ha dimenticato l’allarme-criminalità più volte lanciato da residenti e imprenditori del centro storico, ai quali è stata data risposta «con un vero e proprio dispositivo di sicurezza per fronteggiare la nuova e inusuale sfida posta dalla movida catanese: ecco, così, scendere in campo la Squadra Cinofili che ha schierato i cani antidroga, la Squadra a Cavallo e le pattuglie automontate della Questura».

I «numeri», comunque. Sul totale dei reati ben 1.274 arresti e 2.846 denunce in stato di libertà, in crescita rispetto allo scorso anno. A ”pesare” è l’autentica impennata di catture per associazione a delinquere semplice e per associazione mafiosa, schizzate rispettivamente del 69 e del 60 per cento. È andata peggio anche per i ladri: manette per 214 presunti autori di furti, quasi quaranta in più se raffrontati con il 2013. Nel rapporto, inoltre, si evidenzia «un significativo incremento delle persone denunciate a piede libero per il reato di usura, che sono 21: un dato positivo che è certamente frutto dell’avvicinamento degli organi inquirenti e della Polizia di Stato alle categorie imprenditoriali, nonché dell'importantissima funzione di raccordo svolta dalle associazioni antiracket».

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