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CASO CATANIA

Pulvirenti chiederà la revoca dei domiciliari

I tifosi contro il presidente, adesso attendono notizie sul futuro della squadra

CATANIA. Maghi, esorcisti e diavolerie assortite. E' un quadro letteralmente ''infernale'' quello che il Calcio Catania vede prendere forma giorno dopo giorno, tra arresti, interrogatori, silenzi e ammissioni. Mentre l'inchiesta ''I treni del gol'' si arricchisce di particolari pittoreschi come i presunti contenuti di una telefonata risalente ai mesi scorsi tra il patron della Lazio, Claudio Lotito, e il suo omologo catanese, Antonino Pulvirenti, che secondo la ricostruzione del numero uno del club laziale avrebbero ipotizzato l'intervento di un esorcista per risolvere i problemi della squadra etnea, la società rossazzurra si trova impegnata su due fronti (giustizia ordinaria e giustizia sportiva) nel tentativo di garantirsi un unico obiettivo: la sopravvivenza.

Dopo aver ammesso davanti al gip Fabio Digiacomo di aver tentato di comprare cinque partite dello scorso campionato di Serie B, l'ormai ex presidente Nino Pulvirenti avanzerà a breve, attraverso i suoi legali, richiesta di revoca degli arresti domiciliari. La piazza, però, lo ha già mollato. La manifestazione dello scorso sabato nelle vie del centro cittadino con tanto di cori e striscioni contro la dirigenza dimissionaria ha espresso in modo netto la posizione dei tifosi. Che adesso trattengono il respiro in attesa di notizie chiare sul futuro del calcio etneo.

La nomina, ieri pomeriggio, di un amministratore unico, Carmelo Milazzo, in sostituzione del vecchio consiglio d'amministrazione, ha aperto un primo spiraglio creando un soggetto legittimato ad occuparsi degli adempimenti formali necessari per iscrivere la squadra al campionato di Serie B, in attesa delle inevitabili - e dure - sanzioni della giustizia sportiva con conseguente declassamento a tavolino in Lega Pro o addirittura tra i dilettanti.

Milazzo si è subito messo al lavoro per completare l'incartamento da inviare in Lega entro la giornata di oggi, così da evitare richieste di proroga. Quella dell'amministratore unico è comunque da considerarsi comunque una nomina pro tempore sino a metà luglio, quando prenderà forma il nuovo consiglio di amministrazione. Nel frattempo ci sarà da gestire le operazioni di mercato, saldare le spettanze arretrate, occuparsi delle possibili trattative per un eventuale passaggio di proprietà. Tutto a ritmi indiavolati. Altro che esorcisti.

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