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LA TRAGEDIA

Acireale, il corpo di Enrico trovato da tre sub volontari: "Siete i nostri eroi..."

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"Grazie di vero cuore": così il fratello di Enrico Cordella, Salvatore, ringrazia i tre sub volontari che ieri nel tardo pomeriggio hanno trovato il corpo del ventiduenne travolto da un'onda nel porticciolo di Santa Maria La Scala ad Acireale domenica 24 febbraio.

I tre sub sono Nino Fichera, Giorgio Condorelli e Rosario Fichera. Il corpo di Enrico è stato trovato incastrato in uno scoglio a tre metri di profondità proprio di fronte la spiaggetta del Mulino.

I tre sommozzatori hanno accolto gli appelli della famiglia di Enrico e del parroco della frazione marinara di Acireale, padre Francesco Mazzoli, che aveva chiesto di effettuare un’immersioni, quando le ricerche coordinate di capitaneria di porto e vigili del fuco erano state interrotte.

Acireale, così è stato ritrovato il corpo di Enrico Cordella: le foto da Santa Maria La Scala

Il corpo di Enrico è stato visto alle 19,30 dai tre sub. È così scattata la segnalazione stata segnalata la sua presenza alla centrale operativa dei pompieri, i cui sommozzatori si sono recati in breve tempo sul posto. Gli uomini del comando provinciale dei vigili del fuoco di Catania hanno così potuto recuperare il cadavere di Enrico che è stato riconsegnato ai familiari.

“Siete degli eroi veramente“, scrivono diversi utenti su Facebook. Sui social, infatti, sono in tanti a voler ringraziare i 3 sub per l’impegno dimostrato e per essere riusciti dopo tanti giorni di ricerche e preghiere a restituire alla famiglia Cordella il corpo di Enrico.

In particolare un ringraziamento speciale i navigatori del web lo stanno rivolgendo a Nino Fichera, il sub che per primo avrebbe avvistato il cadavere del 22enne. “Pur essendo una disgrazia, sono felice che ci siano ancora al mondo persone umane e gentili disposte ad aiutare il prossimo. La famiglia te ne sarà veramente grata. Un applauso a tutti quelli che hanno aiutato e sostenuto le famiglie. Ogni tanto un briciolo di umanità e di speranza c’è“, scrive Rossella. A farle eco le parole di Giuseppe: “Grazie mille a lui, ma anche a tutti coloro che in questi giorni volontariamente hanno cercato e sperato, mettendo a disposizione il loro tempo e le loro energie. Il cuore siciliano è grande”.

 

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