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Istituto 'Lucia Mangano' di Catania, buco da 10 milioni: condannati i Labisi

Due anni per Corrado Labisi, 8 mesi per la moglie Maria Gallo e sei mesi per sua figlia Francesca Labisi. E’ la sentenza in abbreviato del Gup di Catania Oscar Biondi per la famiglia Labisi, due anni fa coinvolta nell’inchiesta su un presunto buco da dieci milioni di euro nella gestione dell’istituto psicopedagogico «Lucia mangano» di Catania.

I Labisi sono stati condannati per associazione per delinquere, reato derubricato dalle appropriazioni indebite in quanto nel corso del tempo vi sono state le remissioni delle querele di parte. Per Corrado Labisi il pm Fabio Regolo aveva chiesto la condanna a tre anni e 4 mesi; un anno in meno per la moglie e la figlia. Hanno scelto di seguire il rito ordinario, invece, due impiegati della «Lucia Mangano": Gaetano Consiglio e Giuseppe Cardì, e per questo rinviati a giudizio: dovranno difendersi nell’udienza del 6 aprile prossimo dinanzi ai giudici della prima sezione del tribunale.

Nell’inchiesta del 2018, secondo la Dia di Catania Labisi avrebbe gestito i fondi erogati dalla Regione Siciliana e da altri Enti per fini diversi dalle cure ai malati ospiti della struttura, distraendo somme in cassa e facendo lievitare le cifre riportate sugli estratti conti accesi per la gestione della clinica, tanto da raggiungere un debito di oltre 10 milioni di euro. Il collegio difensivo degli imputati era composto dagli avvocati Carmelo Peluso, Rosario Ragusa, Stefania Gallo, Fabrizio Maugeri e Piarldo Marino.

 

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