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Il caso del giovane suicida ad Avola, assolti i 5 poliziotti

La Corte di Appello di Catania ha assolto perché il fatto non sussiste cinque agenti di polizia accusati a vario titolo di omissione di atti d’ufficio, perquisizione arbitraria e lesioni personali. Gli ispettori Gaetano Salafia e Luca Macauda, gli assistenti Salvatore Alonge ed Emanuele Isidoro ed il sovrintendente Massimo Cavallo, tutti all’epoca dei fatti in servizio al commissariato di Avola, erano già stati assolti in primo grado dal gup del Tribunale di Siracusa.

L'inchiesta era scattata nel giugno del 2016 dopo il ritrovamento del cadavere di Sebastiano Caruso, 27 anni. La famiglia della vittima aveva presentato una denuncia sostenendo che il 27enne, prima di togliersi la vita, nel corso di un controllo della polizia sarebbe stato picchiato e poi ammanettato senza motivo e senza che venisse seguita una procedura di arresto formale. La difesa dei poliziotti, rappresentata dagli avvocati Sebastiano Troia e Raffaele Leone, ha sempre smentito la ricostruzione della famiglia.

I giudici etnei hanno condannato la parte civile, rappresentata dagli avvocati Paolo Signorello e Simona Vaccarisi, al pagamento delle spese processuali.

L'agente Gaetano Salafia ha preso parte alle diverse operazioni antimafia nel Siracusano, tra cui Nemesi del 2008 che aveva portato a 56 arresti sulle attività illecite ad Avola del clan Crapula.

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