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IL VULCANO

Torna l'incubo sull'Etna, nuova eruzione e sabbia spinta dal vento verso Catania

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Esplosione ed emissione di abbondante materiale piroclastico dall'Etna. Stavolta il protagonista è il Cratere di Nord-Est. Torna l'incubo per le popolazioni degli oltre 37 Comuni pedemontani ormai psicologicamente e fisicamente provati dalla continua ricaduta di materiale piroclastico in ogni dove.

Si presenta così il vulcano attivo più alto d'Europa. Si tratta di un nuovo evento parossistico in corso sul vulcano, evento diurno, ma non per questo non egualmente spettacolare. Stavolta la "sabbia" viene dispersa dal vento verso Sud in direzione di Acireale e Catania. Non sono esclusi pericoli per eventuali disagi all'aeroporto.

L'Osservatorio etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, già alle ore 7:20 aveva comunicato che era avvenuto un evento esplosivo al Cratere di Nord-Est, generando una nube di cenere che adesso ha raggiunto l'altezza di circa 6000 m s.l.m. e che successivamente si è dispersa verso sud-est. A questa esplosione sono seguite ulteriori, deboli emissioni di cenere e vapore; attualmente il fenomeno sembra in diminuzione.

Le continue eruzioni dell’Etna, con annesse emissioni di Tephra (comunemente chiamata sabbia nera) sembra abbiano pochissimi precedenti a memoria degli abitanti dei Comuni del vulcano. Una serie di eventi eccezionali che stanno creando notevoli problemi sia dal punto di visto economico per i Comuni e per i privati cittadini (danneggiamento delle colture, spese dei privati per la pulizia delle aree di proprietà, come case, giardini, terrazzi, tetti) sia dal punto di vista psicologico perché sembra di vivere in un continuo incubo che incombe.

Del resto basta leggere i commenti sui Social per rendersi conto che c’è gente che sta perfino meditando di cambiare città se non proprio Regione. Se è vero che assistere in diretta ad un evento parossistico dell’Etna ha del sublime, per l’unicità dello spettacolo è anche vero che di fronte ad esso non si può non avere anche un misto senso di paura. Vedere sopra di sé una immensa nube nera, dalla quale cadono in testa piroclastiti di varia glarunometria, sentire boati che fanno tremare case, infissi e ogni cosa la scia certamente un segno.

In accordo con la Protezione civile regionale, adesso i Comuni stanno cercando di procedere ancora una volta alla pulizia delle strade e di stoccare il materiale in apposite cave individuate. È un lavoro immane per la quantità immensa di materiale da raccoglie e trasportare. Nella popolazione, però, si avverte in senso della precarietà. Ogni giorno al risveglio e prima di andare a dormire la domanda è sempre la stessa, da tanti, tanti, troppi mesi: “che farà oggi, stanotte l’Etna?”.

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