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Il reddito di cittadinanza andava ai mafiosi o ai familiari, cinque denunce nel Catanese

Tra i beneficiari anche un detenuto, capo e organizzatore del clan Alleruzzo-Assinnata-Amantea. C'è poi la moglie detenuta di Salvatore Rapisarda, reggente dell’omonimo clan, attivo nel comune di Paternò
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La caserma della compagnia dei carabinieri di Paternò

Tre donne e due uomini - tra cui condannati per mafia - sono stati denunciati per truffa sul reddito di cittadinanza avendo utilizzato dichiarazioni false e omesso informazioni dovute. Sono stati i carabinieri della compagnia di Paternò, assieme ai colleghi del Nil (Nucleo ispettorato del lavoro), a individuare i trasgressori: tra i beneficiari personaggi appartenenti a cosche mafiose attive nel capoluogo etneo e in provincia che, pur essendo gravati da sentenze passate in giudicato per i reati di associazione di tipo mafioso, hanno personalmente richiesto e ottenuto il beneficio.

Nel video le dichiarazioni del capitano Gianmauro Cipolletta, comandante della compagnia dei carabinieri di Paternò.

 

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