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Misterbianco, tenta di strangolare la convivente con un bastone da karate e davanti ai figli piccoli

«Ti ammazzo, ti sciolgo nell’acido»: arrestato dai carabinieri. Il giovane venticinquenne si era svegliato alle 7 del mattino, sentendo chiudersi l'uscio di casa. Pensava fosse l'amante della sua ragazza, ma era la suocera

Ha puntato un coltello a serramanico alla gola della convivente e, sputandole addosso, le ha urlato una minaccia pesantissima: «Ti ammazzo, ti sciolgo nell’acido». Le ha detto anche che l’avrebbe sgozzata e di avere già preparato una fossa per sotterrarla in campagna. Poi, davanti ai loro figli di uno e due anni, l’ha colpita con un bastone da difesa utilizzato nelle arti marziali e con lo stesso attrezzato ha tentato di strangolarla. È l’accusa contestata dai carabinieri a un venticinquenne di Misterbianco che è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna, con l’aggravante di aver commesso il fatto alla presenza dei loro figli minorenni. L’uomo ha posto fine all’aggressione solo quando la vittima, mentendo, avrebbe ammesso di avere una relazione, fornendo anche il nome dell’uomo con cui avrebbe avuto una relazione. «Non ti ammazzo - le ha detto l’uomo - perché ci sono i bambini, ma se chiami i carabinieri ti uccido».

La violenza era iniziata alle 7 del mattino, quando il venticinquenne aveva sentito la porte di casa chiudersi: ha accusato la convivente di avere un amante che era appena uscito dall’abitazione dopo avere trascorso la notte con lei. In realtà, era la suocera, che era andata via. Ma quel rumore aveva ormai fatto scattare la gelosia. Il giovane infatti, svegliatosi dopo aver sentito il richiudersi dell’uscio, avrebbe subito raggiunto la compagna in cucina, dove lei stava preparando il latte per i loro figli, cominciando ad accusarla di tradimento, perché convinto che ad uscire di casa a quell’ora fosse stato, in realtà, un amante e non sua madre.  A nulla sarebbero valsi i tentativi della ragazza di fargli comprendere l’assurdità di quelle insinuazioni.

A furia di spintoni, l’uomo avrebbe fatto cadere la compagna, facendole sbattere la testa sul pavimento, e poi, afferrato il bastone da karate, un manganello estensibile con catena, l’avrebbe colpita sulle gambe e sulle braccia. Mentre lei era in terra, avrebbe tentato di strangolarla, sempre con la catena, mollando la presa soltanto quando la donna stava diventando paonazza, perché non respirava più.

Avendo intuito la pericolosità della situazione, resa ancora più drammatica dal pianto dei loro bambini che assistevano alla scena, a quel punto la ragazza sarebbe stata costretta ad ammettere di avere sbagliato, pur non avendo alcuna colpa, accettando anche di rivelare il nome dell’amante immaginario. Solo con questa promessa sarebbe così riuscita a farlo smettere, nonostante le continue minacce di morte.

Così, quando la suocera, che vive in casa con loro in un’abitazione al piano terra, è rientrata all’ora di pranzo, il giovane ha minacciato anche lei: prima le ha contestato di volere «coprire le malefatte della figlia», poi le ha puntato alla gola il coltello a serramanico già adoperato nei confronti della compagna, urlando un'altra minaccia: «Vi ammazzo a tutti pari», ovvero «Vi ammazzo tutti quanti».

La mamma della giovane, con una scusa, è riuscita ad allontanarsi da casa e a chiedere aiuto, chiamando i carabinieri. Una pattuglia si è precipitata in una manciata di minuti presso l’abitazione della famiglia, dove, nel frattempo, l’uomo avrebbe intimato alla convivente di andare a coprire i segni delle violenze con del make-up. Ma i militari, già solo dallo sguardo atterrito dei bambini e della stessa madre della ragazza, hanno capito ciò che era successo e hanno arrestato il giovane, affidando la vittima alle cure del 118. Il venticinquenne, su disposizione dell’autorità giudiziaria che ne ha convalidato l’arresto, è stato condotto in carcere nella struttura Piazza Lanza di Catania.

 

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