Questo sito contribuisce all’audience di Quotidiano Nazionale

Il blitz antimafia di Catania, la Dda: il riassetto del clan deciso dal boss all'ergastolo

Mario Ercolano

Il boss ergastolano Mario Ercolano, esponente di spicco della «famiglia» Santapaola-Ercolano legata a Cosa nostra di Catania, avrebbe «continuato, nonostante la detenzione, a esercitare pieni poteri decisori, mantenendo contatti quotidiani con gli affiliati, a cui impartiva precise disposizioni sulle strategie da adottare».

È quanto emerge dall’inchiesta «Ombra» della Dda di Catania, su indagini del Servizio centrale operativo della polizia e della Squadra mobile della Questura etnea. Dalle indagini, osserva la Procura sarebbe emersa «la perdurante operatività dell’ergastolano Mario Ercolano» che avrebbe «deciso il riassetto dei ruoli apicali all’interno dei gruppi a lui riconducibili». Sarebbe stato il boss dal carcere, contesta l’accusa, a «determinare la designazione di Carmelo Daniele Strano come successore di Benito Privitera nel ruolo di responsabile del gruppo della Stazione, mentre Carmelo Fazio avrebbe preso il posto del fratello Salvatore come referente del Gruppo di Cibali».

Le investigazioni, inoltre, avrebbero fatto «emergere il ruolo ricoperto da Salvatore Ercolano, 46 anni, fratello minore dell’ergastolano Mario, che, avvalendosi del fidato Salvatore Iudicello, avrebbe impartito le direttive ricevute dal fratello Mario e si sarebbe occupato personalmente della risoluzione di eventuali controversie sia interne che esterne alla famiglia Santapaola - Ercolano».

Tag:

Caricamento commenti

Commenta la notizia