stampa
Dimensione testo

Cultura

Home Cultura Costretta a prostituirsi, incinta, poi il barcone e la salvezza: a Catania in scena una storia vera
TEATRO

Costretta a prostituirsi, incinta, poi il barcone e la salvezza: a Catania in scena una storia vera

migranti, Catania, Cultura
Chiaraluce Fiorito in "Mi chiamo Maris e vengo dal mare" (foto di Antonio Sollazzo)

La preview 2021 di AltreScene, la rassegna di arti sceniche contemporanee di Zō centro culture contemporanee di Catania, giovedì 25 novembre, alle ore 21, porta in scena «Mi chiamo Maris e vengo dal mare», adattamento, regia e interpretazione di Chiaraluce Fiorito, progetto drammaturgico di Melania Manzoni. Lo spettacolo è prodotto da Retablo.

La storia di Maris è vera. Venduta e costretta a prostituirsi, rimane incinta, viene poi messa su un barcone e spedita in Italia, dove - grazie al sistema di accoglienza - si salva dallo sfruttamento. In Sicilia scopre e matura il sentimento di una maternità conflittuale, fatta di slanci di amore viscerale ma anche di profondo dissidio interiore. Dal nucleo potente della vera storia della protagonista, parte la drammaturgia di una storia simbolo che ha in sé molti elementi archetipici: la guerra, la migrazione, il rapporto con la famiglia di origine e poi la figlia. La rete da pesca e l’acqua sono due elementi dominanti che legano il passato e il presente in un viaggio che avviene - con e attraverso - una «pignata», una pentola antica che è barca e fulcro di una danza tribale da cui ha origine tutto.

Nella rappresentazione si intrecciano due chiavi di lettura imprescindibili fra loro: una simbolica, epica che si esprime attraverso la danza e la gestualità, e una intimista fatta di parole dissacranti, del racconto-cronaca crudo e disperato.

«Raccontare la storia di Maris che viene dal mare - dichiara Chiaraluce Fiorito - è un grido rivoluzionario e controcorrente. Non interpreto un personaggio ma narro una vicenda vissuta, quel racconto diventa parte di me come narratrice, come interprete e come donna; è come un libro che apro al momento e lo racconto invertendo le pagine, soprapponendo i capitoli, disegnando tratti, gesti, parole intrappolate in una rete da pesca che diventa pagine da sfogliare, l’ultima delle quali è l’inizio di una nuova storia. Ed è proprio dalla figlia che scaturiscono la catarsi e l’ultima provocazione lanciata al pubblico: “dai tu un nome a questa pagina di Maris”».

In attesa della stagione 2022, la preview 2021 di AltreScene proseguirà con «L’avare, d’aprés Moliére» di Tabola Rassa (in collaborazione con Palco Off, dal 3 al 5 dicembre) e si concluderà con «Amore di Ruggiero e Bradamante» dei Figli d'arte Cuticchio (11 dicembre).

© Riproduzione riservata

TAG:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X