stampa
Dimensione testo

Cultura

Home Cultura Il pianista tedesco Oliver Kern apre il Trecastagni International Music Festival
RASSEGNA

Il pianista tedesco Oliver Kern apre il Trecastagni International Music Festival

Catania, Cultura
Carmelo Pappalardo

«Dopo due anni di pandemia, il nostro desiderio più grande era che il Trecastagni International Music Festival (Catania) riprendesse alla grande. Per farlo abbiamo deciso di puntare su un’edizione che non mettesse limiti ai generi musicali, né tanto meno avesse pregiudizi sulla provenienza degli artisti. È per questo che fra gli ospiti presenti avremo musicisti russi come il pianista Alexander Yakovlev e ucraini come Vitaly Pisarenko e la violinista Oleksandra Fedosova, perché la musica è universale senza limiti e confini». Con queste parole Carmelo Pappalardo, direttore artistico e anima pulsante della Nova Academia Musica Aetnensis, presenta il nuovo cartellone del TIMF 2022 con artisti proveniente da tutte le parti del mondo.

La rassegna si aprirà oggi per concludersi domenica 7 agosto, dieci appuntamenti che si svolgeranno tutti nel panoramico cortile della Chiesa Madre di San Nicola (via Arciprete Domenico Torrisi, n°1) alle ore 21, dove si sono svolte le ultime edizioni della kermesse. Solo per l’ultimo concerto, affidato all’Orchestra da camera Orfeo diretta da Domenico Famà ci si sposterà nello storico e suggestivo Largo Abate Ferrara.

L’inaugurazione del Festival è affidata stasera a Oliver Kern, già ospite del Beethoven Project, che proseguirà l’esecuzione integrale delle Sonate del maestro di Bonn. «Non potendo compiere un percorso strettamente cronologico – ha spiegato il pianista tedesco, che ha già preso parte a quattro edizioni del Trecastagni Festival – ho deciso di procedere scegliendo un criterio diverso, quello del coinvolgimento del pubblico con brani molto conosciuti. Ecco perché nella prima parte della serata eseguirò la Sonata in Mi b maggiore op. 27 n. 1, quasi una fantasia, e la Sonata in Do diesis minore op. 27 n. 2, Al chiaro di luna; due brani enigmatici, espressione di un nuovo modo di fare ricerca al quale il compositore di Bonn, da tempo insoddisfatto, voleva arrivare. Infatti queste opere, che in qualche modo rompono i legami con la tradizione sonatistica per avvicinarsi alla Fantasia, non segnarono solo l’inizio dell’Ottocento in musica ma influenzarono anche compositori successivi come Liszt». Le due Sonate furono dedicate rispettivamente alla principessa Josephine von Lichtenstein e alla contessa Giulietta Guicciardi, e pubblicate insieme nel marzo 1802 dall'editore Cappi di Vienna. Partendo da motivi semplici che mostrano un Beethoven impertinente, si arriva a costruire un complesso mondo interpretativo, tanto che Liszt, allievo di Carl Czerny che a sua volta si era formato con il maestro tedesco, proibì ai suoi allievi di eseguire il Chiaro di luna. «La difficoltà della Sonata – aggiunge Kern – non è da imputare ad aspetti meramente tecnici, quanto piuttosto alla profonda sensibilità che questa richiede». D’altra parte il genio di Ludwig van Beethoven non è costruito sull’invenzione melodica quanto sulla struttura, sui contrasti e sull’articolazione delle atmosfere. «L’insegnamento più grande che deriva dal confronto con l’esecuzione di un intero ciclo di opere, rispetto a un brano individuale, – conclude – è quello di avere una visione totale del contesto in cui l’autore si è mosso. È il caso della Sonata in Do maggiore op. 53 “Waldstein” che andrà a chiudere il concerto, spesso interpretata con un’intenzione drammatica quando in realtà richiede solo una grande energia. Ed è questa la responsabilità più grande per un interprete: mettere da parte se stesso per mostrare la grandezza del compositore».

Il Festival di Trecastagni è nato come punto di riferimento per gruppi da camera provenienti da tutto il mondo, che qui hanno avuto modo di sperimentarsi e costruire sodalizi, e negli anni ha assunto sempre più un peso diventando un atteso appuntamento dell’estate siciliana. Oltre alle formazioni da camera, le grandi arie d’opera e la musica folk sono alcuni dei generi previsti nei prossimi concerti che vedranno la presenza martedì 26 luglio del soprano catanese Daniela Schillaci e del tenore brasiliano Max Jota, accompagnati al pianoforte dal M° Gaetano Costa, per una serata incentrata sui grandi duetti del melodramma di Mascagni, Verdi, Puccini e dell’operetta di Lehár. Si proseguirà mercoledì 27 luglio con le "contaminazioni mediterranee" del gruppo La Bella Noeva in un excursus alla riscoperta delle radici della musica popolare siciliana e napoletana e sabato 30 luglio con il pianista Alexander Yakovlev chiamato a interpretare le opere dei grandi maestri russi Tchaikovsky, Skrjabin, Prokofiev e Stravinsky. Domenica 31 luglio sarà la volta del violoncellista Johannes Przygodda e della pianista Julia Hamos che affronteranno Bach, Beethoven, Paganini, Schumann, Dvorák e Boulanger; mercoledì 2 agosto toccherà al pianista ucraino Vitaly Pisarenko alle prese con due colossi del virtuosismo come Schubert e Liszt, mentre gli Elphier Quartet e il pianista Haiou Zhang suoneranno giovedì 4 agosto un programma originale che spazierà da Haydn a Mozart passando per Piazzolla e sabato 6 agosto Puccini, Debussy e Bridge. Venerdì 5 agosto la violinista Oleksandra Fedosova e il pianista Ruben Micieli intratterranno il pubblico con Mozart, Brahms, Ravel e Pärt. A chiudere il TIMF sarà domenica 7 agosto l’Orchestra da Camera Orfeo diretta dal M° Domenico Famà, alle prese con la prima edizione critica de “Le quattro stagioni” di Vivaldi e con la prima esecuzione assoluta della cantata “Ines”, composta dal violoncellista catanese Ettore Paladino.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X