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Manovra regionale, festival dei contributi a pioggia: finanziata anche una manifestazione che celebra Catania capitale della Sicilia

Fondi a una kermesse dedicata a Federico III, che portò il Regno all'ombra dell'Etna. La raffica di emendamenti all'Ars fa lievitare la spesa

PALERMO 11.07.2015 - ITINERARIO ARABO-NORMANNO UNESCO: PALAZZO DEI NORMANNI E PIAZZA DEL PARLAMENTO.? FRANCO LANNINO/STUDIO CAMERA

Il tradizionale derby fra Palermo e Catania si è animato anche all’Assemblea Regionale Siciliana nella lunga notte che ha portato la commissione Bilancio ad approvare una valanga di 364 nuovi emendamenti che dilatano la spesa. Finanziando anche lo scorrimento delle vecchie graduatorie dell’Irfis; l’istituto potrà ora pagare gli imprenditori che hanno partecipato ai vecchi bandi mentre resta un mistero il motivo per cui non viene fatta l’assegnazione dei fondi destinati all’editoria, affidati alla stessa Irfis e finiti stranamente in un limbo. Si tratta non di regalie ma di finanziamenti da restituire, per i quali ha fatto richiesta di accesso anche la nostra società editoriale.

L’emendamento su cui più di tutti si è discusso è proprio quello che ha animato il derby con i deputati palermitani: è successo quando i deputati etnei hanno presentato una norma che che stanzia 80 mila euro in favore dell’associazione Fare Musica. Fin qui nulla di strano, considerato che in quelle stesse ore, era quasi mezzanotte, erano già stati approvati 202 emendamenti che comportano la spesa di 7 milioni e 926 mila euro per finanziare feste natalizie, presepi viventi e altre sagre a vantaggio dei Comuni (cioè dei collegi elettorali dei deputati). Il derby si è acceso quando i deputati palermitani hanno visto a cosa servivano gli 80 mila euro dell’ultimo emendamento: la fondazione Fare Musica li utilizzerà per il festival Regno di Sicilia-Catania Capitale. Una kermesse intitolata a Federico III, discendente del più noto Federico II («eroe» dei palermitani), che scelse proprio Catania come sede della sua reggenza del Regno di Sicilia. E così a Palermo si celebra ovunque e da sempre lo Stupor Mundi e adesso anche Catania celebrerà un «suo» Federico, dichiarandosi capitale della Sicilia almeno per una kermesse. Va da sé che, da veri gentlemen, i deputati palermitani hanno fatto passare anche l’emendamento per celebrare Catania Capitale.

Il clima, d’altro canto, era quello delle grandi occasioni in commissione Bilancio. La riunione che era nata per scremare i 250 emendamenti che sembravano ostacolare la corsa verso il traguardo delle variazioni di bilancio si è trasformata in un festival del contributo a pioggia (trasversale, of course) che ha portato all’approvazione di 364 nuovi commi. È lievitato il budget a favore dei 70 deputati: se fino alle 18 di giovedì il governo aveva messo sul tavolo 100 mila euro ciascuno, prevedendo una spesa di 7 milioni tondi, a fine nottata le uscite valevano già 17 milioni e 340 mila euro per i due maxi emendamenti che stanziano fondi a pioggia. 

Dentro è finito davvero di tutto. E Catania ha fatto la parte del leone: il Comune guidato da Enrico Trantino (FdI) strappa 200 mila euro per il capodanno mentre al teatro Bellini vanno altri 426 mila euro che aumentano il budget del 2023.  Poi, sempre per restare in campo musicale e storico, le associazioni Fiati della Normanna e Guglielmo II di Monreale hanno ottenuto 15 mila euro per la banda musicale. Mentre la Città Metropolitana di Palermo incasserà 100 mila euro per iniziative promozionali. E così le variazioni di bilancio si sono trasformate in una gigantesca Tabella H (il lungo elenco di contributi a pioggia di cuffariana istituzione) che vede premi anche di poche migliaia di euro come i 3 mila concessi a molti Comuni per le feste natalizie. Ma ci sono anche i 10 mila euro per manifestazioni sportive come il memorial Giorgio di Partinico o culturali come quella organizzate dall’associazione Sabikah di Santa Flavia con altri 10 mila euro.

Capitoli, in cui rientrano anche i carnevali, di una trattativa che ha visto tutti i partiti contribuire alla stesura di oltre 40 pagine di emendamenti. E il patto fra governo e opposizioni, quando la lunga notte in commissione era già finita, è stato anche immortalato da un selfie che l’assessore all’Economia, Marco Falcone, ha fatto con i deputati di maggioranza, con i grillini e con i colleghi della lista civica Sud chiama Nord. Un brindisi virtuale alla pioggia di emendamenti che ha visto poi litigare (ma solo a votazioni già avvenute) il Pd e i grillini. 

I deputati Dem sono usciti dalla sala della commissione evitando il selfie: «Non condividiamo la spartizione di mance e non ci prestiamo a fotografie inopportune» è il gelido commento fatto filtrare dai deputati del Pd. 

A stretto giro è arrivata la risposta dei grillini: «Nel maxiemendamento c'è una grande parcellizzazione delle risorse ma grazie a noi si è posto un freno. Abbiamo votato contro perché crediamo che molti interventi non vedranno mai la luce, visto che i tempi per utilizzare le somme messe a disposizione sono strettissimi». E Nuccio Di Paola aggiungerà a margine che «una foto con Falcone non è imbarazzante visto che è uno degli assessori più distanti da Schifani». Di Paola accende però un’altra miccia: «Adesso, dopo il buon lavoro svolto, occorre proseguire a lavorare in sinergia con le altre opposizioni».

Sono parole che celano una frattura a sinistra. Sia Pd che grillini hanno votato e fatto inserire le loro proposte di contributi a pioggia. Ma i grillini da un po’ lavorano a un patto elettorale con Sud chiama Nord e questo cambia gli equilibri. Falcone ne ha approfittato, provando a spaccare il fronte avversario e assicurandosi un patto con una fetta di opposizione (la valanga di emendamenti ne sono il suggello) che assicurerà al voto in aula di martedì un percorso senza ostacoli.

 

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