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"ULISSE"

Da Alberto Angela l'Sos per la Terra: un viaggio che comincia sull'Etna

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Alberto Angela sull'Etna

"Dopo anni di lavoro, soprattutto in giro per il mondo, ci è apparso evidente il cambiamento del Pianeta e doveroso testimoniare qual è lo stato di salute della Terra, quali danni abbiamo creato con i nostri comportamenti, quante risorse consumiamo nella vita quotidiana, quali comportamenti consapevoli possiamo assumere".

Alberto Angela chiude oggi in prima serata su Rai1 il ciclo stagionale di Ulisse con una puntata speciale, intitolata "Un pianeta meraviglioso - Il futuro da salvare" che avrà come ospite d'eccezione il padre Piero: "Torniamo in campo, Piero e io - spiega il paleontologo, giornalista e scrittore, raggiunto al telefono a Napoli dove lavora alla nuova stagione di 'Meraviglie' - a due anni dallo speciale sui 50 anni dallo sbarco sulla Luna. Prima ancora avevamo lavorato insieme nel 1996 per Viaggio nel cosmo: è una sorta di allineamento di pianeti che si ripete", scherza.

"Il nostro impegno - sottolinea - è evitare i toni preoccupati, forti, che si usano altrove. Vogliamo fare un discorso pacato, ma profondo, partendo dalla nostra esperienza, 70 anni di lavoro di mio padre, 30 anni miei, durante i quali abbiamo raccolto precisi segnali da non trascurare. Pensiamo alle rovine Maya, una civiltà scomparsa per via del cambiamento climatico: sono luoghi meravigliosi da fotografare, ma anche un monito. O all'Isola di Pasqua. O al cielo che abbiamo sulla testa: ci sembra infinito, in realtà è spesso quanto un foglio di plastica con cui avvolgiamo il cibo, pochi chilometri grazie ai quali riusciamo a vivere e che mettiamo a rischio con l'inquinamento. O ancora a una t-shirt: il processo che va dalla realizzazione, fin dalla coltivazione del cotone, allo smaltimento di una maglietta equivale al consumo di 3900 litri di acqua. Per farlo capire abbiamo messo in fila 3900 bottiglie, che coprono quasi completamente una pista di atletica. Per un cellulare, il numero si triplica".

Il viaggio di 'Ulisse' partirà dal paesaggio lunare dell'Etna, ancora in fase di eruzione, per gettare poi uno sguardo, da una terrazza virtuale, sugli oceani, la cui temperatura si alza in maniera preoccupante. Si vedranno i ghiacciai sciogliersi minacciando di sommergere molte città e si scoprirà la funzione fondamentale delle foreste pluviali sempre più assediate dall'uomo.

E ancora, tappa a Rocchettine, un piccolo paese deserto del Lazio, dove la natura è pronta a riprendersi gli spazi abbandonati dall'uomo. "In ballo - si appassiona Angela - non c'è il futuro della Terra, ma il nostro futuro, quello dei nostri figli. Energie alternative, consumi intelligenti, tecnologie che inquinino di meno, investimenti nella ricerca possono aiutarci a invertire la rotta. Ecco perché è molto importante che Rai1 abbia accettato la mia proposta e dedichi per la prima volta una prima serata all'ambiente, spero sia di esempio per altre emittenti. Ognuno di noi può fare qualcosa per creare un circolo virtuoso, iniziando a convincere gli altri a cambiare modo di vita, con i comportamenti individuali e con le scelte politiche. L'importante è fare presto: siamo i primi esseri viventi sul Pianeta e comprendere le conseguenze delle nostre azioni, dobbiamo preoccuparci delle generazioni a venire".

A Napoli, intanto, è sul set della nuova stagione di 'Meraviglie': "È importante - dice Alberto Angela - promuovere il nostro Paese, far vedere chi siamo, la cultura che ci portiamo dietro, che fa parte del nostro Dna e ci permetterà di farcela. Stando qui a Napoli, ho approfittato per girare un servizio per Superquark sulla mostra dei Gladiatori al Mann, a mio avviso il più bel museo archeologico del mondo".

Con lo stesso spirito, ripartiranno anche 'Passaggio a Nord Ovest', Una notte a' e naturalmente 'Ulisse': "Speriamo di riprendere a viaggiare, cercando nuovi orizzonti, compatibilmente con il rispetto delle norme". L'idea di fondo resta sempre "aprire la mente passando attraverso il cuore, cercando con empatia di far vedere tutto quello che l'uomo ha prodotto, la creatività delle generazioni che ci hanno preceduto".

Con papà Piero "il testimone non è mai passato: stiamo ancora lavorando insieme. Mi piacerebbe che ci fossero più divulgatori per raccontare i cambiamenti che ci circondano: consigliare cosa c'è da fare, offrire un approccio che aiuti a difendersi dai pifferai del web - conclude - può aiutare a sviluppare lo spirito critico, dare una chiave per assumere decisioni personali e consapevoli".

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