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A Giarre celebrata la Giornata mondiale del diabete - Foto

GIARRE. Numerosi cittadini, curiosi, ma anche professionisti e perfino attori, fotoreporter e giornalisti, hanno voluto partecipare alla “Giornata mondiale del diabete”, in piazza Duomo a Giarre, domenica scorsa. L’ormai tradizionale appuntamento con i volontari dell’Associazione Mov.I.S. guidati dal professor Carmelo Leotta, ricercatore Università di Catania, ha visto, durante l’evento, l’effettuazione di numerosi screening gratuiti ed ha costituito una speciale occasione per far conoscere le problematiche fondamentali di questa purtroppo diffusa malattia.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che nei paesi ricchi, a causa dell’incremento dell’attesa di vita, nonché dell’incremento della frequenza nella popolazione di sovrappeso ed obesità e dello stile di vita sedentario, la prevalenza della malattia sia destinata ad aumentare nel prossimo futuro e per questo la conoscenza della malattia e la cura del diabete sono molto importanti. Dai dati Istat risulta che nel 2011 sono quasi 3 milioni le persone che dichiarano di essere affette da diabete, il 4,9% della popolazione. Il diabete è più diffuso nelle classi più svantaggiate laddove i fattori di rischio, quali obesità e inattività fisica, sono più comuni.

Valori superiori alla media si registrano al Sud, dove risiedono 900 mila diabetici, contro 650 mila al Nord-ovest, 600 mila al Centro, 450 mila al Nord-est e circa 350 mila nelle Isole. La diffusione (prevalenza) del diabete aumenta al crescere dell'età: oltre i 75 anni almeno una persona su cinque ne è affetta. Su 100 diabetici 80 hanno più di 65 anni e 40 più di 75. Sotto i 74 anni il diabete è più diffuso tra gli uomini. Negli ultimi dieci anni si contano 800 mila diabetici in più a causa dell'invecchiamento della popolazione e di una maggiore diffusione della malattia. Tra il 2000 e il 2011 il tasso standardizzato di prevalenza passa da 3,9 per 100 persone a 4,6. Nello stesso periodo, invece, la mortalità è in lieve flessione.

Nel 2009 il diabete è stato riconosciuto come causa principale di morte in 20.760 casi. Nello stesso anno sono inoltre ben 71.978 i decessi per i quali nella scheda di morte è indicato anche il diabete. Tra gli anziani affetti da diabete circa un terzo vive da solo, mentre il 38,6% vive in coppia senza figli. Più critica la condizione delle donne anziane con diabete, che nel 42,7% dei casi vivono da sole. Le complicanze del diabete possono essere estremamente invalidanti e compromettere la funzionalità di organi essenziali: cuore (infarto del miocardio, cardiopatie), reni (insufficienza renale), vasi sanguigni (ipertensione o altre malattie cardiovascolari, ictus, ecc.), occhi (glaucoma, retinopatie, ecc.). Secondo il professor Leotta: “Sono necessari più sforzi per rendere più tempestiva e coordinata l’azione dei Medici di Medicina Generale (MMG) e dei Diabetologi per migliorare, attraverso il counselling e la promozione sanitaria individuale, la comprensione e partecipazione dei pazienti nella gestione della loro malattia cronica”.

Mario Pafumi

© Riproduzione riservata

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