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In scena la decadenza dell'umanità per riflettere sul futuro: spettacolo a Giarre

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Perché oggi trionfano egoismo e violenza? L’umanità oggi ha necessariamente bisogno di riflettere sugli errori del passato per ricondurre il cammino dell’uomo su giusti sentieri.

È questo l’obiettivo dello spettacolo “Confessione di un pentito”, tratto da un lavoro di Salvatore Scalia - “Per non dimenticare...”, messo in scena dalla Compagnia Insieme a teatro, in collaborazione con la Royal Academy of Dance, Registered Teacher Angela Domanti, per la regia di Francesca Le Mura Carbonaro. Il lavoro composito e ben articolato è stato rappresentato sabato e domenica scorsi al Teatro Rex di Giarre con gli effetti sonori e le luci di Alberto Bonazzo, gli inserti video e audio di Paolo Conti, audio e luci di Danilo Auditore.

La capacità interpretativa di Melo Ingegnosi, cimentatosi in un lungo monologo, ha incollato il pubblico alle poltrone, creando la giusta intensità emotiva nella confessione di un mafioso capace di annullare la sua umanità fino a commettere atti di una ferocia aberrante e mostruosa, che si spinge fino a sciogliere un bambino nell’acido. A rendere il boccone meno amaro, il ritmo della narrazione viene di tanto in tanto interrotto da una strategia teatrale: il dialogo tra l’attore che legge e studia il copione in sala di registrazione e la regista, da cui riceve preziosi suggerimenti per la lettura/narrazione.

Nella seconda parte, di notevole crescendo emotivo, l’impeccabile e toccante performance coreografica delle allieve del corpo di ballo dell’Asd “Ballet Academy” Royal Academy of Dance(Alessia Arena - Federica Beccaria - Giulia Bonaccorsi- Karola Capone- Clara Cavallaro- Liliana Cavallaro - Arianna Chirico - Livia Marano- Alessandra Messina - Chiara Messina - Sarah Messina - Giulia Morales - Chiara Musumeci - Vera Musumeci - Giulia Panebianco - Eva Phil - Annamaria Petralia- Sheyla Rapisarda - Elena Ruello -Ludovica Torrisi) ha fatto rivivere, con perfetta sintonia di musiche, immagini e coreografie, il dramma della Shoah, preceduta dalla toccante lettura della poesia “Se questo è un uomo” di Primo Levi, da parte di Melo Ingegnosi, partendo dalla storia di Anna Frank. Un lavoro, ancora di straordinaria attualità , che si fa veicolo di valori immutabili, profondamente connaturati al cuore dell’uomo, i suoi sogni e le sue speranze.

Uno spettacolo che è il racconto di un periodo di transizione, che rappresenta un autentico manuale di sopravvivenza tra gli errori e gli orrori della Modernità. Come può l’uomo commettere crimini così atroci? È sempre l’eterna lotta tra il bene e il male nell’animo umano che non è cambiata nel corso della storia, perché gli uomini continuano ancora oggi a fare la guerra e ad uccidersi tra loro. Tocca a noi cercare di fermarli.

La denuncia delle brutture e gli errori della storia moderna, che traspare nella rappresentazione teatrale composita e inedita della regista Francesca Le Mura Carbonaro e dell’eccellente coreografa Angela Donanti, non è un fatto solo ideologico e potenzialmente utopistico, ma nasce dalla riflessione sulla natura umana e la condizione umana, segnata indelebilmente dalle esperienze del totalitarismo e dalle mafie, per cui il nemico da battere è sì l’avversario malvagio, ma è soprattutto il male che si annida infido nell’animo umano.

Certamente non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per recuperare la parte buona di ciascuno di noi per salvare l’umanità degli anni nei quali viviamo.

L’ultimo appuntamento della stagione con la Compagnia Insieme a Teatro sarà i prossimi 11 e 12 maggio con la messa in scena di “Napoli milionaria” di Edoardo De Filippo.

© Riproduzione riservata

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