Mafia, centro estetico nelle mani del boss: scatta il sequestro a Tremestieri Etneo

Scatta il sequestro di un centro estetico di Tremestieri Etneo, riconducibile ad Antonio Alfio Motta, di 55 anni, personaggio di spicco al clan Santapaola-Ercolano. Su delega della procura distrettuale della Repubblica di Catania, la polizia ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo, relativo alle quote societarie, beni aziendali mobili, immobili e mobili registrati e conti correnti della società Nails Xpress Italias.a.s. di B.V. & C.

Il provvedimento di sequestro è stato emesso nei confronti sia di Motta che di altri tre indagati per trasferimento fraudolento di valori.  Secondo gli inquirenti i quattro hanno cercato di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale nei confronti di Motta che è stato più volte condannato per associazione mafiosa al clan Santapaola-Ercolano e sottoposto a misure di prevenzione personali e reali.

La società ha cambiato denominazione da “Nails Xpress Italia di M.R.G.A. & C. s.a.s.” a “Nails xpress Italia s.a.s. di B.V. & C.”  e le quote sono state fittiziamente attribuite prima a M.R. come socio accomandatario e M.V.M. come di socio accomodante, poi a M.R e a M.M.O sempre come soci accomodanti. E poi ancora le quote sono state fittiziamente attribuite a M.M.O. come unico socio ed amministratore della società ed infine a B. V . come socio accomandatario e a M.M.O. in qualità di socio accomandante.

Il sequestro preventivo arriva dopo le indagini di tipo tecnico, che sono state avviate il 17 ottobre 2016, su delega della procura distrettuale antimafia della Repubblica di Catania, dalla squadra mobile nei confronti di Motta ritenuto esponente di spicco dell’organizzazione mafiosa Santapaola-Ercolano, uomo d’onore di cosa nostra catanese. Gli inquirenti lo ritengono un personaggio con capacità imprenditoriali e bravo a riciclare i proventi delle attività che derivano dalla sua appartenenza alla cosca Santapaola-Ercolano.

Le indagini tecniche si sono concluse nel febbraio 2017 dopo l'arresto di Motta che è stato portato in carcere per espiare un anno di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso e la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno.

Le intercettazioni hanno evidenziato come Motta nonostante risultasse soltanto dipendente della società, intestata fittiziamente a M.R.G.A. e M.M.O., in realtà ne fosse il titolare esclusivo. L’ultima operazione commerciale, effettuata l’11 ottobre del 2018, evidenzierebbe l’inserimento nella composizione societaria di B.V.G., nominato socio accomandatario.

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