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Il giallo delle ossa nella grotta sull'Etna: le ipotesi da Mauro De Mauro a un usciere svanito nel nulla

Un mistero nel mistero quello intorno ai resti umani ritrovati ieri (10 novembre) dalla guardia di finanza in una grotta sull'Etna, nella zona di Zafferana Etnea.

Della vicenda si è occupata anche Federica Sciarelli nel corso della puntata di "Chi l'ha visto". La prima ipotesi formulata è stata quella che si trattasse di Mauro De Mauro, il giornalista di Palermo rapito dalla mafia nel settembre del 1970 e mai più ritrovato. Ad avvalorare la tesi il fatto che l'uomo dell'Etna avesse una malformazione al naso e all'anca, esattamente come De Mauro. Ma c'è un dato che sembra allontanare questa ipotesi: ovvero la presenza, nelle vicinanze del cadavere, di un borsellino con delle monete una delle quali coniata nel 1977, il che escluderebbe che si tratti di De Mauro scomparso, appunto, sette anni prima.

"Le monete - ha spiegato in trasmissione il tenente colonnello Massimiliano Pacetto, comandante del I Gruppo della guardia di finanza di Catania - sembrerebbero escludere che il corpo sia quello del giornalista. In ogni caso nulla può essere lasciato intentato e saranno effettuati gli esami del Dna per avere delle conferme".

Nel corso di Chi l'ha visto è arrivata anche la segnalazione della scomparsa di Giuseppe Balsamo, un usciere del tribunale di Catania svanito nel nulla proprio il 20 giugno del 1978. Sparì con la sua moto Gilera poco prima della finale di un quiz televisivo di canzoni. A quella finale, però non si presentò mai.

Le ossa sono state rinvenute dai militari del Soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi in una quella remota grotta sull'Etna. Secondo i rilievi eseguiti dalla Sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale dei carabinieri di Catania il decesso risalirebbe a un periodo compreso tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta. Sembra l'uomo si sia entrato volontariamente nella grotta, difficilmente accessibile, e che sia morto per cause non violente: probabilmente non è riuscito ad uscire. A trovare il corpo è stato il fiuto del cane da ricerca e soccorso Halma, un pastore tedesco dellaFinanza, che abbaiava e dava evidenti segni di interessamento all'ingresso della grotta.

La figlia di De Mauro chiede notizie

Franca De Mauro, una delle figlie del giornalista Mauro De Mauro, scomparso a Palermo il 16 settembre 1970, ha contattato ieri la Guardia di finanza di Catania che indaga per risalire all’identità dei resti di un uomo trovato in una grotta alle pendici dell’Etna. La donna, leggendo sui media che i resti scoperti risalirebbero a un periodo compatibile con la scomparsa del padre e che il cadavere presenterebbe malformazioni a naso e bocca, ha voluto segnalare il suo caso agli inquirenti per dare loro un input investigativo.
La De Mauro però non ha riconosciuto alcun oggetto trovato accanto al corpo, vestito in giacca e cravatta. Inoltre nelle tasche dell’abito c’era un pettine e la donna ha escluso che il padre lo portasse con sé. Al momento la famiglia De Mauro non ha fatto alcuna istanza attraverso i suoi legali, gli avvocati Giuseppe ed Andrea Crescimanno.
Quello della scomparsa del giornalista è un giallo mai risolto: tra le piste seguite negli anni dagli inquirenti c’è stata anche quella mafiosa. Il boss Totò Riina è stato processato e assolto dall’accusa di omicidio. Gli investigatori hanno a lungo scandagliato l’ipotesi che De Mauro, che collaborava alla realizzazione del film di Rosi sulla morte di Enrico Mattei, ne avesse scoperto movente e autori e che per questo fosse stato ucciso da Cosa nostra, esecutrice materiale di un delitto voluto da altri.

La Procura di Catania, dopo la segnalazione della figlia di Mauro De Mauro, disporrà un esame comparativo del Dna dei resti umani trovati in una grotta dell’Etna per verificare se siano quelli del giornalista scomparso. De Mauro scomparve, sotto casa a Palermo, il 16 settembre 1970

© Riproduzione riservata

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