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Catania, chiusi 11 cantieri edili: trovati 16 lavoratori in nero

Nuove tecniche per evitare le sanzioni. Operai in fuga dai cantieri alla vista delle forze dell’ordine oppure omertà assoluta

CATANIA. Undici cantieri edili sottoposti a verifica hanno permesso di rilevare la presenza di sedici lavoratori privi di alcuna tutela assicurativa e previdenziale. Per tre imprese è stata disposta la sospensione delle attività imprenditoriali, avendo riscontrato una percentuale di lavoratori in nero pari o superiore al 20% della stessa forza presente nel cantiere a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono questi i risultati principali ottenuti nell’ultimo blitz effettuato dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, nell'ambito di servizi finalizzati a prevenire gli infortuni e le cosidette «morti bianche», ma anche per reprimere le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e contrastare il fenomeno del lavoro nero, d'intesa con il dirigente della Direzione territoriale del lavoro Fausto Piazza.
«Di controlli se ne sono fatti e ne verranno ancora - recita una nota del comando Provinciale dell’Arma - e di sanzioni ne sono state inflitte e di contravvenzioni elevate, così come 10 denunce in stato di libertà dei titolari dei cantieri in cui sono state riscontrate le violazioni».
Purtroppo, continua a riscontrarsi la costante prassi di taluni datori di lavoro, senza scrupoli, che approfittando dello stato di necessità del lavoratore subordinato - specie in questi tempi di difficoltà economiche - accetta un impiego «in nero» pur di portare qualcosa a casa con conseguenti immaginabili rischi sotto il profilo infortunistico — spesso il lavoratore non risulta adeguatamente formato, informato e addestrato alle mansion che gli vengono affidate — e all'atto del pensionamento s si troverà «scoperto» in quando l'Inps non gli riconoscerà la pensione che ha giustamente maturato, non ritrovando i versamenti contributivi versatigli.
Le ispezioni sono state condotte con non poca difficoltà atteso che per prevenire i controlli alcune ditte stanno sperimentando metodi e tecniche per evitare gli stessi: ai lavoratori si impone di «chiudersi» all'interno dei cantieri e vigilare nel caso di arrivo degli organismi di vigilanza. I lavoratori dipendenti, vengono influenzati psicologicamente ed istruiti a «scappare» dal cantiere al momento del controllo. Durante gli ultimi controlli i militari dell’Arma hanno rilevato un approccio «distratto» o superficiale a queste tematiche, assoggettate ad esigenze di risparmio. Addirittura qualcuno si inventa imprenditore, si reclutano persone in difficoltà economica e si parte per lavorare senza alcun minimo requisito legale.
Tutto questo genera una disparità e, quindi, una concorrenza sleale del mercato del lavoro: da un lato le aziende strutturate trovano difficoltà nel reggere il confronto con aziende totalmente sommerse che offrono prezzi di mercato bassi, dall'altro si verifica il rischio che le aziende sane "affossino" nel fallimento o si adeguino ad una gestione irregolare d'impresa.
A conclusione delle attività odierne sono state contestate: 81 mila euro di sanzioni amministrative e 36 contravvenzioni per un totale di euro 247.264 euro di ammende. Il recupero contributivo agli enti previdenziali ed assistenziali è stato di 15.200 euro.
Per quanto concerne le sospensioni imprenditoriali, i datori di lavoro per ottenere la riapertura delle rispettive attività dovranno regolarizzare i dipendenti irregolari, versare parte delle sanzioni e versare i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori evasi. Solo adempiute tali incombenze, i militari del Nil permetteranno la riapertura dell'attività.

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