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Catania: asili-nido comunali, da quest’anno settecento posti

Catania, Archivio

CATANIA. Asili-nido comunali per settecento bambini, assistiti da «appena» settanta educatori. In passato, erano esattamente il doppio: «Erano 140, un numero spropositato — commenta l'assessore alle Politiche sociali, Fiorentino Trojano — Adesso, siamo rientrati nei parametri previsti dalla legge. Che, evidentemente, non erano quelli seguiti in precedenza! Su per questo punto preferisco non dire di più, certo è che quella logica aveva portato a costi eccessivi e, quindi, alla chiusura delle strutture. Le abbiamo riaperte, tagliando i costi e non licenziando nessuno. Il personale in eccesso è stato infatti ricollocato, perlopiù in uffici amministrativi». Da ieri, iscrizioni in corso: «Vedremo quante saranno le adesioni, ma nei tempi migliori non sono mai state più di cinquecento».
L'esponente della giunta Bianco spiega, nel dettaglio: «Sono disponibili 10 strutture con educatori comunali e due convenzionate nell'ambito dei Piani di coesione Pac, oltre ai parchi-gioco che sono aperti 5 ore per sei giorni settimanali. In ogni caso, è sempre presente personale qualificato perché gli educatori devono essere in possesso di titolo specifico di laurea». La retta parte da 55 euro mensili per il tempo «corto» — dalle 7.30 alle 14 — e 135 per quello prolungato: «Queste sono le tariffe-base previste per le famiglie più disagiate. Le norme in vigore, invece, non consentono di esentarle, perché si tratta di servizi a domanda individuale ma l'importo è quattro o cinque volte inferiore rispetto ai privati. Basta farsi un giro in città per accorgersi che è così!». Trojano ricorda, comunque, che sono pure garantite alcune attività gratuite: «Oltre ai parchi-gioco, pure cinque asili di caseggiato da Librino, a Picanello e Cibali. Abbiamo messo a disposizione fino a 104 voucher-bambino».
Politiche sociali, un assessorato di trincea. Ben al di là del «nodo» rappresentato dall'offerta di asili-nido: «La situazione è molto difficile, ovunque nel Paese ma a Catania in particolar modo — commenta Fiorentino Trojano — Le associazioni di volontariato ci riferiscono di una fascia sempre più ampia e fino a poco tempo fa insospettabile di popolazione che si rivolge loro per chiedere aiuto. Noi cerchiamo di fare il possibile, malgrado il bilancio». A proposito di entrate (poche) e di uscite, il Preventivo sta per arrivare all'esame del Consiglio: «Qualcosa sarà ridotta anche a noi, ma davvero poco in considerazione dei tagli sofferti dal Comune. L'amministrazione ha deciso di dare, comunque, priorità al nostro settore». Mancano i fondi, scarseggiano gli assistenti sociali. In altri uffici, invece, sono «in eccesso». Parola di assessore: «È il solito problema della Pubblica amministrazione, che in alcuni uffici il personale sia inferiore alle esigenze e in altri in eccesso. Per fare gli assistenti sociali, poi, serve una qualifica specifica. Anche così, noi andiamo avanti. Ad esempio, assicurando quei controlli sistematici alle comunità per anziani che avevo promesso al momento del mio insediamento. I risultati si stanno vedendo, almeno per le strutture convenzionate. Altre, magari quelle che fanno le rette più basse, preferiscono non convenzionarsi proprio per non subire nostri accertamenti. Sono sempre di più, spesso ai limiti della legge, ma noi lì possiamo fare ben poco».

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