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SERIE C

Catania, la società dopo il messaggio ai giocatori: "Nessuna smobilitazione"

Con una nota ufficiale il Calcio Catania prova a chiarire la propria posizione in un periodo di forte crisi sul piano economico e non solo.

Dopo la diffusione del messaggio inviato via WhatsApp ad alcuni giocatori rossazzurri nel quale li si invitava, in sostanza, a cercare un'altra sistemazione, la società spiega: "A fronte di risultati estremamente deludenti - si legge nel comunicato - ai calciatori di un gruppo competitivo sulla carta ma purtroppo non in campo è stata offerta la possibilità di congedarsi: con chiarezza e coerenza rispetto a quanto più volte riferito agli stessi giocatori, è stata evidenziata la necessità di salvaguardare la capacità del Calcio Catania, fin qui sempre garantita, di corrispondere regolarmente gli emolumenti".

"Con trasparenza, il nostro club non ha mai nascosto le difficoltà economiche, in parte derivanti dalla situazione debitoria da affrontare ed in parte naturalmente collegate alla permanenza in Serie C, categoria da rispettare ma asfittica in termini di introiti e sostenibilità. Non è in programma alcuna 'smobilitazione': i calciatori che andranno a cercare altrove ciò che il Catania non potrà più garantire saranno naturalmente sostituiti con altri calciatori, che percepiranno ingaggi compatibili con la nostra situazione attuale, caratterizzata da introiti drasticamente ridotti anche in termini di incassi in occasione delle partite casalinghe, passati da circa 50.000 a circa 8.000 a partita, e nell'ambito della raccolta pubblicitaria".

"È la vita del Catania, per noi, il bene primario: le pur drastiche scelte compiute al solo fine di poter rispettare gli impegni, presenti e futuri, meriterebbero giudizi accorti e lucidi".

Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del club siciliano, all'emittente Radio Sportiva ha commentato: "Il Catania non può più reggere una situazione debitoria pazzesca. Non è una novità, perché i giocatori sono al corrente della situazione da uno-due mesi. In questi anni non abbiamo avuto un punto di penalizzazione, significa che con gli stipendi siamo a posto. Nessuno sta usando questa comunicazione come mezzo coercitivo, abbiamo solo voluto ricordare ai calciatori quale sia la situazione invitandoli a trovare altre soluzioni".

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