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IL CASO

"Quella maestra è violenta", insegnante sospesa ad Aci Sant'Antonio

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Sembravano i capricci di chi non volesse andare all’asilo. La triste scoperta è stata fatta quando le mamme si sono scambiati i racconti dei loro figli

ACI SANT'ANTONIO. Martina (nome è di fantasia), compirà quattro anni a marzo. Non vuole andare all'asilo. Piange e strepita, fin dal secondo giorno di scuola. Normale, pensa la mamma: lo fanno un pò tutti i bambini. Ma il rifiuto di Martina, col tempo, diventa esasperato: la bambina si butta a terra, grida, scappa quando la mamma la chiama. E accusa: "La maestra mi dà botte e grida, dà botte ai bambini piccoli, mi dice basta e mi da botte". Siamo ad Aci Sant'Antonio, in una delle popolose frazioni del centro pedemontano e prima di fare scoppiare uno scandalo che avrebbe eco in tutto il paese, la mamma di Martina vuole vederci chiaro. Nei giorni successivi, osserva la bambina: la vede diventare nervosa, la sente cominciare a balbettare. La vede buttare a terra le bambole e picchiarle: "La maestra fa così" spiega la bambina. La donna a questo punto cerca un confronto con la maestra, davanti alla scuola. Con la bambina che si nasconde dietro la mamma, l'insegnate spiega: "La bimba ha paura del buio, perché tengo le tapparelle delle finestre chiuse". E in mattinata invia sul telefonino della mamma una foto della bimba, tranquilla, nell'aula luminosa. Ma la mamma non è convinta. Perché la maestra dovrebbe tenere le tapparelle chiuse?

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