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Acireale, il pm: «Ergastolo al titolare Akis»

La richiesta formulata da Pasquale Pacifico. Per la moglie e i due figli dell’imputato, accusati di favoreggiamento, chiesti tre anni di reclusione ciascuno

ACIREALE. L'ergastolo per Rosario Grasso e la condanna a tre anni di reclusione ciascuno per la moglie, Maria Gabriella Pappalardo, e i figli Filippo e Angelo. E' stata questa la richiesta che il pm Pasquale Pacifico ha avanzato alla Corte d'Assise di Catania, presieduta da Rosario Cuteri, per il duplice omicidio consumato all'agriturismo Akis di Acireale il 21 febbraio 2011. Ad essere uccisi sono stati Francesco Grasso, nipote del boss Giuseppe Grasso detto "testazza", e Giuseppe Spampinato. L'imputato centrale del processo è il proprietario della struttura ricettiva, accusato di omicidio aggravato in concorso con ignoti, occultamento di cadaveri, detenzione e porto abusivo di armi. I familiari, invece, sono chiamati a rispondere di favoreggiamento personale.

"Questo non è - ha detto il magistrato - un omicidio di mafia ma lo scenario è permeato dalla mafiosità dell'imputato e delle parti offese. Rosario Grasso era sotto la protezione del clan Santapaola. Il clan Laudani ha organizzato una sorta di indagine parallela per capire cosa è successo in questa vicenda". Per il pm nel duplice omicidio l'imputato ha avuto un ruolo centrale e ha agito insieme ad altri soggetti di cui non vuole fare il nome. Non sarebbero plausibili "altri moventi - continua - come quello della vendetta mafiosa, della guerra tra faide. Non c'è alcun dato che possa sostenere tale tesi. Non è percorribile neppure la pista passionale, del delitto eseguito da un marito tradito".

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