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IL CASO

Turista olandese aggredito da omofobi a Catania, il sindaco: "Inammissibile"

"Un gruppo di balordi, che spero siano identificati e perseguiti dall'autorità giudiziaria - aggiunge il sindaco di Catania - ha commesso un atto ripugnante per il quale, a nome dell'amministrazione comunale e dell'intera città, chiediamo scusa"

CATANIA. «L'aggressione subita dal turista olandese è un fatto inaccettabile e inammissibile ovunque, ma in particolare a Catania. Un episodio assai grave in una città che si pone all'avanguardia nell'accoglienza, nella tolleranza e nelle libertà individuali, a partire dall'istituzione del registro sulle unioni civili che abbiamo adottato nei mesi scorsi». Così il sindaco di Catania Enzo Bianco  commentando l'aggressione a sfondo omofobo di cui è stato vittima un quarantunenne olandese ieri pomeriggio al lungomare.

«Un gruppo di balordi, che spero siano identificati e perseguiti dall'autorità giudiziaria - aggiunge il sindaco di Catania - ha commesso un atto ripugnante per il quale, a nome dell'amministrazione comunale e dell'intera città, chiediamo scusa. Comprendiamo il disagio dell'ospite olandese ma gli diciamo che la città ed i suoi abitanti sono ben altra cosa rispetto a questi violenti che lo hanno aggredito verbalmente e fisicamente. Spero che si possa presto tranquillizzare e tornare a visitare la nostra città. Lo invito in particolare a Palazzo degli Elefanti, lo accoglierò personalmente - conclude Enzo Bianco - per dimostrare che Catania e la stragrande maggioranza dei suoi abitanti sono ben diversi dagli stupidi criminali che lo hanno offeso nella dignità e nel fisico».

«Non abbiamo fatto in tempo a riporre gli striscioni del Roma Pride e già le cronache hanno ripreso ad aggiornare l'elenco delle aggressioni». Lo afferma Flavio Romani, presidente di Arcigay, sull'aggressione a un turista olandese a Catania. «L'episodio del turista costretto a barricarsi in hotel perchè nel mirino di una banda di balordi omofobi - aggiunge Romani - ha del raccapricciante e necessita l'intervento urgente e risoluto delle istituzioni. Non parliamo tra l'altro di un caso isolato: già domenica, a poche ore dalla conclusione del corteo Lgbt a Roma, due giovanissimi attivisti, con indosso la maglietta del Pride, sono diventati bersaglio di un altro gruppo di violenti omofobi. E all'elenco - osserva il presidente dell'Arcigay - aggiungiamo anche la grave aggressione subita sempre domenica a Firenze da un gruppo di ragazze e ragazzi delle Rete degli studenti medi, insultati e feriti da fanatici neofascisti al grido di 'sporchi rossì».

«A tutte queste persone, vittime dell'ignoranza a cui in questo Paese non si pone rimedio - sottolinea Romani - trasmettiamo innanzitutto la nostra piena solidarietà. Ma, assieme alla vicinanza, non possiamo non esprimere l'allarme e l'amarezza per un Governo e un  Parlamento che non riescono in Italia a produrre un ragionamento, e di conseguenza leggi efficaci, sulle parole e sui crimini d'odio. Non ci stancheremo mai di dirlo: la latitanza dello Stato su questi temi pesa come  una colpevole complicità,  perciò - conclude il presidente dell'Arcigay - per noi è lo Stato ad avere armato in tutti questi episodi la mano dei balordi».

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