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IMMIGRAZIONE

A Catania sbarcano 958 migranti: una bimba nata a bordo

CATANIA. E’ nata pochi minuti prima dello sbarco nel porto di Catania: la piccola Mercy aveva fretta e non ha aspettato che la mamma arrivasse in ospedale. Così è venuta alla luce a bordo della nave Aquarius che per conto di Sos Mediterranée e di Medici senza frontiere si occupa di soccorso ai migranti nel Mediterraneo. Le due organizzazioni umanitarie avevano già allertato il personale a terra sull'arrivo di una donna in avanzato stato di gravidanza ed era già tutto pronto a Catania per accogliere la partoriente, ma Mercy, 'Misericordià, non ha voluto aspettare.

Nata alle 8 del mattino, dopo otto ore di travaglio, Mercy è una bambina di circa 3,700 chilogrammi. Per la madre, una donna nigeriana, è la seconda figlia. Le foto ritraggono la neonata insieme alla mamma Taiwo, allo zio e al personale di Medici senza Frontiere che per primi hanno dato notizia del lieto evento.

Mercy è la quarta bambina nata a bordo della nave Aquarius, dopo Destiné Alex, nato il 25 maggio 2016, Newman Otas, venuto alla luce il 12 settembre 2016, Emeka Laska Favour nato l’11 dicembre 2016. Con la piccola Misericordia sono 947 i profughi sbarcati questa mattina a Catania dalla nave Aquarius: si tratta di 818 uomini e 128 donne, tra cui altre 10 in stato di gravidanza.

Provenienti in maggioranza da Bangladesh, Nigeria, Costa d’avorio e Guinea Conakry (ma anche da altri Paesi dell’Africa Sub-sahariana), i migranti erano stati salvati tra sabato notte e domenica mattina da 7 gommoni e due imbarcazioni di legno al largo delle coste libiche, con 9 distinte operazioni di soccorso nell’arco di appena 15 ore.

I minori a bordo della Aquarius erano 248, di cui 214 non accompagnati. I bambini e ragazzini stranieri che arrivano da soli nel nostro Paese vengono portati in centri di prima accoglienza loro dedicati, e proprio di questi minori si è parlato oggi nella Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione ed espulsione, che ha ascoltato l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano.

«La permanenza dei ragazzi nei centri di prima accoglienza dura a lungo e questo ritarda eccessivamente l’inizio del percorso di integrazione, specie alla luce del fatto che si tratta di ragazzi vicini a raggiungere la maggiore età», ha ammonito la Garante, che ha sottolineato come la nomina tempestiva del tutore dei minori migranti, vulnerabili perché di minore età, soli e stranieri, debba essere una priorità.

«L'elevato numero di minori arrivati in Italia negli ultimi tempi - stiamo parlando di 25.846 minorenni giunti in Italia nel corso del 2016 e 2.230 al 6 marzo 2017 - e la necessità di rispondere alle loro esigenze rendono indifferibile la nomina tempestiva del tutore, per evitare che corrano rischi e che vengano disattesi i loro diritti», ha aggiunto Albano.

© Riproduzione riservata

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