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IL CASO

Acireale, ricatto a luci rosse al prete. Il vescovo: "Sostegno a don Luigi"

Profilo social disattivato, temporaneo trasferimento in un luogo più sereno, senza la pressione di media e comunità parrocchiale, dove poter riprendere con maggiore consapevolezza e responsabilità il ministero sacerdotale.

Dopo la vergogna e la paura, il pentimento e la denuncia ai carabinieri, viene applicato il protocollo consigliato per casi simili anche per don Luigi Privitera, vittima di un ricatto a luci rosse, tra la frazione di Giarre, sede della sua ormai ex parrocchia, e Mascali, città del ricattatore. Dopo il clamore, che ha superato i confini locali, alimentato dalla notorietà di uno dei protagonisti, un tempestivo segno di solidarietà e di sostegno per il coraggio dimostrato dalla vittima, lo manifesta il vescovo di Acireale.

"Come evidenziato dai media, il parroco di Trepunti di Giarre ha denunciato alle forze dell'ordine il maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara, intendendo così rompere un circuito negativo e degradante. Monsignor Antonino Raspanti, ha sostenuto il gesto del sacerdote; con lui ha stabilito anche un percorso di recupero e di rafforzamento delle virtù umane e sacerdotali".

È quanto si legge nella nota diffusa dalla Diocesi di Acireale sul caso del sacerdote che avrebbe subito un ricatto con la richiesta di versamento di somme considerevoli dal pianista di fama internazionale, agli arresti domiciliari per estorsione, Gianfranco Pappalardo Fiumara. Lo stesso vescovo era stato inconsapevolmente utilizzato come arma di pressione per vincere la resistenza di don Luigi che aveva deciso di interrompere la relazione. Il musicista, infatti, aveva minacciato di scrivere al monsignore, con il quale faceva capire di essere in ottimi rapporti grazie alla sua attività artistica, allegando anche le immagini scabrose del loro rapporto.

Era stato, tra l'altro, proprio monsignor Raspanti a nominare nell'aprile del 2012 don Luigi parroco di "San Matteo apostolo" di Trepunti di Giarre.

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