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IL CASO DEL VICEQUESTORE CATANESE

La poliziotta no green pass nei guai, il ministro: "Affermazioni gravissime"

Il vicequestore catanese replica a Lamorgese: "Mio diritto parlare. Avanti, con o senza divisa per amore del mio Paese"
No green pass, Luciana Lamorgese, Nunzia Alessandra Schilirò, Catania, Cronaca
L'intervento di Nunzia Schilirò sul palco

Sono «gravissime» per il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese le affermazioni del vicequestore della polizia di Stato, la catanese Nunzia Alessandra Schilirò, già sottoposta a procedimento disciplinare poiché sabato pomeriggio ha parlato dal palco di piazza San Giovanni a Roma durante una manifestazione contro il Green Pass «come libera cittadina». La titolare del Viminale segue «la vicenda personalmente con il capo della Polizia Lamberto Giannini», affinché «vengano accertate, con assoluta celerità, le responsabilità sotto ogni profilo giuridicamente rilevante a carico dell’interessata». Ma la poliziotta replica: «Andrò avanti sempre, con o senza divisa, per amore del mio Paese».
Del resto sul palco della manifestazione la vicequestore non ha usato mezze misure: «Sono qui per dissentire con il lasciapassare verde che è assolutamente incompatibile con la nostra Costituzione. Nessun diritto può essere subordinato a un certificato verde». Anche oggi in un post su Facebook è stata molto diretta: «È bello apprendere dai giornali, anziché dalla propria amministrazione, di essere già sotto procedimento disciplinare» pur dicendosi «molto serena». In poche ore il suo post ha raccolto 8.000 like e 2.600 commenti, molti di quali positivi. Su Twitter la vicenda è molto dibattuta e infuria la polemica tra sostenitori e detrattori.
Schilirò ha ribadito su Facebook la sua posizione e rivendicato il suo operato: «Ieri mi è capitata l’occasione di esercitare i miei diritti previsti dalla Costituzione e l’ho fatto. Il mestiere che svolgo è pubblico. Ho ricevuto quattro premi dalla società civile per i miei risultati professionali», mentre «ieri ero solo una libera cittadina che esercita i propri diritti. Se l’amministrazione non gradisce la mia fedeltà alla Costituzione e al popolo italiano, mi dispiace, andrò avanti lo stesso».
Perché per la poliziotta «manifestare - ha motivato dal palco - è un pò come denunciare un delitto: a volte puoi scegliere se farlo oppure no, ma se lo fai hai qualche possibilità di uscire dall’ingiustizia, se non lo fai hai già perso perché ti sei arresa». E rivolta ai colleghi poliziotti ha concluso: «A chi dice che noi forze dell’ordine siamo chiamati a far rispettare leggi, dico che è assolutamente vero, peccato che il Green pass italiano sia assolutamente illegittimo».
Ad esprimersi con altrettanta fermezza è stata la vicepresidente del gruppo di Forza Italia Licia Ronzulli che si è augurata un veloce intervento del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese «per sospenderla dall’incarico». Dello stesso tenore la posizione del responsabile sicurezza del Pd Enrico Borghi: «In un paese normale, un vicequestore della polizia di Stato fa rispettare le leggi, non sale su un palco per fare un comizio di quart’ordine che istiga all’insubordinazione e invoca il mancato rispetto delle leggi. E’ uno schiaffo alle forze dell’ordine. Provvedimenti, please».
Anche il sindacato non difende Schilirò. Anzi il portavoce dell’Associazione nazionale funzionari di Polizia, Girolamo Lacquaniti, la esorta a dimettersi «per coerenza» e sostiene che la Schilirò «ha arringato quella stessa folla da cui si è staccato un gruppo di facinorosi che ha usato le sue parole mentre attaccava poliziotti e carabinieri in servizio».

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