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Acireale, focolaio Covid in ospedale: positivi due pazienti e tre sanitari

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coronavirus, Catania, Cronaca
Il Pala Tupparello di Acireale

Un focolaio di positivi ad Acireale: nelle ultime 36 ore si sono registrati diversi casi di positivi. Sono due pazienti e tre operatori sanitari. L’azienda sanitaria provinciale di Catania ha immediatamente predisposto la sanificazione e il tracciamento dei contatti delle persone risultate positive al virus.

Tra loro c’è il vice sindaco di Acireale, Palmina Fraschilla, che lavora proprio in ospedale. Lo rende noto lei stessa sul suo profilo social: «Desidero informare i cittadini acesi e quanti in questi giorni mi sono stati a contatto che ho appreso la notizia di essere risultata positiva al tampone molecolare anti Covid-19 e che ho già informato l’Asp Catania. Grazie alla vaccinazione, nonostante sia positiva - scrive l’amministratore acese - sto bene. Suggerisco a quanti siano venuti in contatto con me di effettuare nei prossimi giorni un tampone rapido presso l’hub tamponale del Pala Tupparello o comunque di seguire le istruzioni dei sanitari».

Altro ospedale sotto osservazione è il presidio ospedaliero «Maria Santissima Addolorata» di Biancavilla, centro Covid, che mostrerebbe «diverse criticità». A dirlo è Angelo Petralia, vice segretario provinciale del Partito democratico e residente a Santa Maria di Licodia, comune a 3 chilometri da Biancavilla. «Il pronto soccorso registra attese insostenibili, a causa delle dismissioni dei reparti di Chirurgia e Ortopedia e Traumatologia - ha detto Petralia -. Dismissioni legate alla pandemia. Tutto questo si ripercuote in disservizi e sull’utenza, costretta a subire attese interminabili. I cittadini del comprensorio di Biancavilla, Adrano e Santa Maria di Licodia, a volte anche per controlli di routine, spesso sono costretti ad attese di 7-8 o 10 ore».

Petralia ha chiesto all’Asp la riconversione dei reparti. «Grazie alla campagna di vaccinazione, come dichiarato dall’assessore Razza, la pandemia risulta meglio gestibile. Lo testimoniano - ha detto Petralia - i numeri dei ricoverati dei pazienti Covid. L’uso della terapia intensiva per i casi più gravi appare meno urgente, stando ai dati forniti dall’assessorato alla Salute. Ecco perché - ha concluso Petralia - chiediamo di riattivare urgentemente i reparti funzionali al pronto soccorso, ossia chirurgia, ortopedia e traumatologia».

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