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Mafia, svelate le "entrature" nel Comune di Caltagirone. Il sindaco: saremo parte civile

La famiglia mafiosa siciliana di Caltagirone, il cui capo riconosciuto è «con alto grado di probabilità» Gianfranco La Rocca (figlio di Francesco «Ciccio» La Rocca, morto nel dicembre 2020, gode di «entrature presso il Comune omonimo, esercita un’attività pressochè monopolistica nel settore degli appalti». Lo afferma l’ordinanza con cui il Gip di Catania, su richiesta della Dda, ha dato il via libera agli arresti di 56 persone nella Sicilia orientale nell’ambito della operazione Agorà. Gianfranco La Rocca, tra i destinatario del mandate di cattuta, è al memento «irreperibile».
La famiglia, spiegano gli investigatori, era «in stretto rapporto» con gli imprenditori Giuseppe e Gianfilippo, Giuseppe Spitale e Salvatore Orefice. «Alcuni dipendenti dell’amministrazione comunale (ai quali verrà notificata l’informazione di garanzia) consapevoli di chi rappresentasse Ciriacono - spiegano i carabinieri del Ros - modellavano i bandi così da favorire le aziende di quest’ultimo (tutte oggi oggetto di sequestro preventivo) e quindi Gianfranco La Rocca. A quest’ultimo, come riscontrato allo stato delle indagini, sono di fatto riconducibili anche l’impresa edile Eredi di Spitale Gaetano & c. snc e la ditta individuale Orwefice Salvatore, entrambe operanti nel settore movimento terra.

Il Comune si costituirà parte civile al processo contro i clan mafiosi. «Esprimo un sentito plauso all’autorità giudiziaria e ai carabinieri per l’articolata operazione che, nel porre un forte argine all’opera della criminalità organizzata, delinea un quadro allarmante sull'azione di Cosa Nostra nel Distretto di Catania, chiamando in causa anche il territorio di Caltagirone e presunte responsabilità di dipendenti comunali (non destinatari di misure cautelari, ma di informazioni di garanzia) che, se accertate nel prosieguo delle indagini, avviate nel 2016, ci indurranno ad assumere ogni iniziativa possa rivelarsi utile per la tutela del Comune e della collettività», ha affermato Fabio Roccuzzo, da sette mesi primo cittadino di Caltagirone, a proposito delle «entrature» dei clan nella macchina comunale e legni appalti per la manutenzione stradale». Il sindaco ha annunciato «la convocazione, nelle prossime ore, di un’apposita riunione di Giunta per assumere gli atti amministrativi di nomina di un legale di fiducia, al fine di tutelare l’Ente ove venissero individuati atti lesivi in danno del Comune».

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