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Le Baccanti di Euripide dallo Stabile di Catania al Biondo di Palermo e poi al Nord

Un’opera misteriosa e rivoluzionaria attorno al rito arcaico della distruzione e della rinascita: questa la rilettura delle Baccanti di Euripide, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Catania che sarà in scena dall’11 al 23 gennaio nella Sala Verga del TSC e poi in tournée in tutta Italia fino alla fine di marzo.

Un progetto artistico con cui la regista Sicignano prosegue il percorso di ricerca iniziato nel 2019 con Antigone e dedicato al tema femminile come elemento di eversione nella tragedia classica.

«L’autore sembra rinunciare definitivamente all'idea che vi sia una forza ordinatrice alla base del Cosmo», scrive nelle note di regia: «Bacco nel nostro spettacolo è un'entità androgina ed eversiva. Gioca a dadi le vite degli uomini e si diverte. La divinità dai molti nomi e dalle molte storie che più di tutte tra i greci rappresenta il Caos è al tempo stesso il legame con la Zoè, la forza vitale che tutto attraversa. Dio e disordine finiscono per identificarsi, così come Penteo e Dioniso si contrappongono e si rispecchiano come due opposti che si attirano e si respingono. Baccanti è un mondo rovesciato dove il razionale, virile, Penteo, il re dalle certezze assolute, viene sedotto dall’ambiguo straniero, che lo irretisce in un gioco al massacro, dove sarà proprio la madre Agave a smembrarlo gioiosamente, mentre i vecchi Cadmo e Tiresia sono follemente sapienti e amorali, le donne non rispettano le regole e si inebriano danzando e fondendosi con la natura».

Lo spazio è quello di un museo infestato da presenze malefiche, che forse è la traduzione spaziale della mente di Penteo, interpretato da Aldo Ottobrino, uno spazio geometrico e razionale, ma minacciato da muffe e infiltrazioni, inquietudini e desideri violentemente repressi. Qui si manifestano apparizioni e scomparse di sogni e di inconfessabili desideri, in un circo demoniaco, dove regnano metamorfosi e travestimento. Su musica elettronica, le donne corrono con i lupi: streghe e femmine folli di Dioniso, interpretato da Manuela Ventura, le Baccanti - in scena Egle Doria, Lydia Giordano, Silvia Napoletano - sono un piccolo esercito impeccabile di principesse inservienti pronte a danzare e a sbranare, sfuggono allo stereotipo dello sguardo maschile e sono libere.

«Baccanti - prosegue la regista - sembra citare a priori e contenere in sé gran parte del teatro futuro. Il rito arcaico che la attraversa è un rito di smembramento e rigenerazione, misterioso e profondamente radicato nella nostra cultura. In quest'opera Euripide sembra esprimere l'intuizione che nella cultura occidentale stia avvenendo una fine e un nuovo inizio».

In scena ancora Alessandra Fazzino nei panni di Agave, Antonio Alveario, Tiresia, Franco Mirabella, Cadmo e Silvio Laviano, il Messaggero. Le musiche sono eseguite dal vivo dal compositore Edmondo Romano, firma la scena e i costumi Guido Fiorato, i video sono curati da Luca Serra, le luci da Gaetano La Mela e i movimenti di scena da Ilenia Romano. Regista assistente è Nicola Alberto Orofino.

Dopo il Teatro Vittorio Emanuele di Messina, dal 7 al 9 gennaio, Baccanti sarà in scena al Teatro Stabile di Catania dall’11 al 23 gennaio, al Teatro Nazionale /della Corte di Genova dal 26 al 30 gennaio, al Teatro Biondo di Palermo dall’1 al 6 febbraio, al Teatro Elfo Puccini di Milano dall’8 al 13 febbraio, al Teatro Nuovo di Verona dal 15 al 20 febbraio, al Teatro Politeama Rossetti di Trieste dal 24 al 27 febbraio, al Teatro Sociale di Brescia dal 2 al 6 marzo, al Teatro Sannazaro di Napoli dall’8 al 13 marzo 2022.

Si ricorda agli spettatori che in base alle ultime disposizioni del Governo sarà possibile accedere in Teatro solo con Green pass rafforzato e mascherina di tipo FFP2.

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