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Catania, al Teatro Massimo Bellini Daisi apre la stagione nel segno di Tbilisi

In scena il gemellaggio con il Teatro Nazionale Georgiano dell’Opera e del Balletto. Sette gli altri titoli in programma, tra cui una prima assoluta, “Il berretto a sonagli”, dal capolavoro di Luigi Pirandello, opera commissionata dall'ente lirico etneo al celebre  compositore Marco Tutino, autore di musica e libretto. Sul podio Fabrizio Maria Carminati, regia di Davide Livermore

Investire nel linguaggio universale della musica per esaltare e veicolare le proprie radici.  Quella annunciata dal Teatro Massimo Bellini è una nuova stagione di opere e balletti che si staglia autorevolmente nell'agone musicale internazionale per la progettualità coraggiosa e l’ampiezza di respiro. Nella configurazione dei titoli spicca la novità assoluta Il berretto a sonagli, tratto dal capolavoro omonimo di Luigi Pirandello e commissionato dal Teatro a Marco Tutino, compositore tra i   più prestigiosi del panorama della musica contemporanea.  Significativa è altresì la scelta di annunciare il cartellone il 21 giugno, Festa della Musica, con l’ evento previsto Daisi, l’opera di Zakaria Paliashvili con la quale si è aperto ufficialmente il gemellaggio tra il Bellini e il Teatro Nazionale Georgiano dell’Opera e del Balletto di Tbilisi. Ospite d’onore il vice premier e ministro della Cultura della Georgia Thea Tsulukiani.

Una conferenza stampa articolata dunque su  più  fronti, alla quale sono intervenuti il sindaco di Catania e presidente del Teatro Enrico Trantino, il commissario straordinario del Teatro Daniela Lo Cascio, il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano, il direttore artistico Fabrizio Maria Carminati, il sovrintendente del Teatro georgiano Badri  Maisuradze con il vicedirettore Giorgj Anguladze, il dirigente generale del Dipartimento regionale al Turismo Cono Catrini, il direttore amministrativo del Bellini Salvatore Vicari e il Grand’Ufficiale della Repubblica Luigi Albino Lucifora, coordinatore dell’attività amministrativa. Sottolinea il sindaco Enrico Trantino: “Venire al Teatro Massimo Bellini significa poter godere di sensazioni uniche, immergersi nella magnificenza di una storia che si sta perpetuando, perché quel che noi vogliamo realizzare in città è un percorso di condivisione rispetto a ciò che è già stato avviato al Bellini nelle ultime stagioni. La Sicilia è un brand vincente e dobbiamo cercare in qualche modo di scardinare questo istinto alla rassegnazione”.

Da remoto è stato poi effettuato il collegamento con Ludovico Giambrone, delegato ad intervenire dall’assessore regionale   al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata, che ha inviato una nota. “I tempi sono anche maturi - ha detto poi il commissario straordinario Daniela Lo Cascio - chiuso il doloroso capitolo dell'emergenza pandemica, per gli scambi culturali con importanti istituzioni musicali internazionali, per consolidare rapporti di fratellanza in un mondo attraversato da pericolosi venti di guerra. Una priorità rimane inoltre rendere agevole l’accesso agli spettacoli, mantenendo invariati i prezzi di biglietti e abbonamenti, a fronte di una qualità dell’offerta artistica sempre in crescita. Una scelta coerente con la nostra 'mission' turistico-culturale e, perché no, sociale”. Per il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano: “La progettualità legata alle radici, che contraddistingue da qualche stagione il nostro teatro, trova conferma nella commissione di una novità come Il berretto a sonagli, ad  indicare che il teatro musicale è materia sempre viva e  vitale. Il titolo di derivazione pirandelliana sarà rappresentato insieme ad un altro lavoro di Tutino, La Lupa (1-9 marzo), d’ispirazione a sua volta verghiana”.

“I titoli lirici in programma - sottolinea Fabrizio Maria Carminati - rappresentano il trionfo dell’opera italiana, dal Romanticismo al Verismo ai nostri giorni. Da Donizetti a Verdi, da Puccini a Ponchielli fino a Tutino. I due balletti rispondono ad una logica affine: un grande classico di Čajkovskij figura accanto alla nuova creazione di Roberto Zappalà. Altro obiettivo è l’apertura internazionale e abbiamo già in programma di ricambiare con i nostri complessi la visita del Teatro di Tbilisi”. Lo schema del cartellone comprende 5 opere e 2 balletti, per una stagione che vedrà in primo piano le formazioni artistiche del Bellini, Orchestra e Coro, quest’ultimo istruito da Luigi Petrozziello. Sontuosa inaugurazione   con la pucciniana Turandot (12-24 gennaio) fiaba di amore, morte e redenzione, che vedrà sul podio il direttore ospite principale Eckehard Stier. Una peculiarità sarà l’adozione del completamento del terzo atto firmato da Luciano Berio, al posto del consueto finale composto da Franco Alfano a causa della prematura morte del maestro lucchese.  Il berretto a sonagli sarà abbinato ad un'altra opera di Marco Tutino, La Lupa, dalla novella di Giovanni Verga, su libretto di Giuseppe Di Leva. Dirige Fabrizio Maria Carminati, per la regia di Davide Livermore, raffinato metteur en scene. Torna dopo diverse stagioni Lucia di Lammermoor (19-27 aprile) pietra miliare del melodramma protoromantico dalle atmosfere ossianiche. Nel cast vocale Maria Grazia Schiavo/Irina Dubrovskaya (nel ruolo dell’infelice eroina).

Il Bellini ripropone il proprio allestimento del Rigoletto (29 ottobre-6 novembre)‌ verdiano con la regia di Leo Nucci e La Gioconda di Amilcare Ponchielli 13-21 dicembre), partitura prediletta della giovane scuola. Titolo esemplare del balletto accademico, Il lago dei cigni di Čajkovskij (24-28 gennaio) viene eseguito nella coreografia di Aleksej Fadeecev, a sua volta mutuata dall’originale di Petipa e Ivanov. Corpo di ballo e solisti sono del Teatro Nazionale Georgiano di Tbilisi, con il quale prosegue la collaborazione (dal 24 al 28 gennaio). Roberto Zappalà, coreografo e regista di levatura internazionale nel campo della danza contemporanea, presenta una novità, il Trittico Debussy-Ravel-Stravinskij. La Compagnia Zappalà Danza si esprime qui nella rielaborazione di celeberrime pagine concepite per i Ballets Russes di Diaghilev: Après-midi d'un faune, Boléro, Le Sacre du printemps (dal 6 al 13 ottobre). Il Teatro Bellini ha messo già in cantiere l’apertura del 2025, una  coproduzione che l’ente lirico etneo ha realizzato con il  Teatro di Zagabria e il  Teatro la Coruña. Il titolo prescelto è l’Otello verdiano (21-29 gennaio). La bacchetta è di Fabrizio Maria Carminati, la regia di Giancarlo Del Monaco. L’avvio della campagna abbonamenti comporta la possibilità di rinnovare l’abbonamento esercitando il diritto di prelazione entro il  30 novembre 2023. È al contempo possibile sottoscrivere  nuovi abbonamenti. Per maggiori informazioni: teatromassimobellini.it

 

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