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La mafia nigeriana al Cara di Mineo, spaccio e prostituzione: nomi e foto dei 16 arrestati

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Al Cara di Mineo è stata individuata una cellula spacciatori di cocaina e marijuana che operava in varie zone d'Italia, ma che aveva una propria cellula operativa a Catania. Il gruppo è stato chiamato "Viking" o "Supreme Vikings confraternity". Gli indagati nel Cara di Mineo avrebbero utilizzato il metodo mafioso.

I membri del gruppo sono accusati di associazione mafiosa, traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope e violenza sessuale aggravata. Gli arrestati sono:  William Ihugba,  Kingrney  Ewiarion, Beauty Eric, Michael Osokai, Sunday Aghaulor, Stanley Williams, Famous  Williams, Monday Emmanuel, Sundaj Aghie,  Chukwuemera Ozoemena, Samuel  Oniovosa, Fedelix Okowe, Juliet  Benjamin,  Micheal Okorie, Osato Iyekekpolor, Anthony Leonard Izedonmi,.

L'indagine è partita a seguito della denuncia sporta nel settembre scorso da un cittadino nigeriano ospite del Cara di Mineo dopo diverse aggressioni e una rapina subita ad opera di suoi connazionali nel centro d'accoglienza

Dalla denuncia sono emersi numerosi dettagli sull’esistenza all’interno di quel centro di accoglienza di un gruppo di cittadini nigeriani, appartenenti ad una confraternita dedita ad attività criminali.

Gli inquirenti hanno riscontrato le dichiarazioni del denunciante. Il gruppo criminale farebbe parte di un’organizzazione transnazionale nigeriana di matrice detta anche Norsemen della Nigeria, che fa parte di un più ampio sodalizio radicato in Nigeria e diffuso in diversi stati europei ed extraeuropei, caratterizzato dalla presenza di una struttura organizzativa di carattere gerarchico, di organi deputati al coordinamento dei vari gruppi diffusi nel territorio dello stato italiano e al controllo del rispetto delle regole interne, dalla presenza di ruoli e cariche aventi specifici poteri all’interno.

Gli investigatori hanno ricostruito la  struttura e ruoli. In particolare, gli indagati avrebbero fatto parte tutti alla cellula denominata “Catacata M.P. (Italy Sicily - De Norsemen Kclub International”, operante a Catania e provincia, con base operativa al Cara di Mineo  che si sarebbe occupata si spaccio di marijuana, cocaina e sostanze psicotrope, imponendo la propria egemonia sul territorio, opponendosi e scontrandosi con gruppi  rivali per assumere e conservare il predominio nell’ambito delle comunità straniere presenti all’interno di quel centro di accoglienza, creando un forte assoggettamento omertoso.

La struttura verticistica della predetta organizzazione criminale emergeva chiaramente dalle conversazioni captate nel corso dell’indagine, in particolare durante lo svolgimento di un importante incontro tra i sodali tenutosi a Catania.

Le intercettazioni hanno permesso di registrare, in diretta, un rituale caratterizzato da canti che inneggiavano all’unità della confraternita durante il quale ciascun singolo appartenente esclamava “voglio essere Norseman”. Dalla registrazione del rituale emergevano molti particolari del culto segreto, la peculiare forma di giuramento che sancisce in modo inequivocabile la fedeltà che è dovuta all’organizzazione e la ferocia degli appartenenti al gruppo, in base alla regola del “Baga kills baga”, secondo cui se un Viking fa del male ad altro sodale, la reazione può essere l’omicidio.

Al vertice della consorteria spiccava la figura di  William Ihugb detto  “Unoma” o “Oyoma”, c.d. “FF” del gruppo dei “Vikings” in Italia, al quale è contestato il ruolo di promotore, e ritenuto capo supremo con potere di nomina dei capidei gruppi territoriali esistenti sul territorio nazionale. Il capo attuale del gruppo operante a Catania e provincia era  Kingrney Ewiarion, detto “Jogodò” o “Geghedé”.

Dalle indagini è emerso un grave episodio di violenza sessuale di gruppo. La vittima è una giovane donna nigeriana del Cara di Mineo. La violenza si è verificata nel mese di settembre 2018. Nel cuore della notte, in più persone sono entrati nella stanza della vittima sono entrati armati di machete, minacciandola di morte, l'hanno violentata ripetutamente.

 

© Riproduzione riservata

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