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Catania, 800 visitatori al Museo dei Saperi per la Notte Europa

In tanti ieri, grandi e piccoli, cittadini e turisti, tra loro tantissimi stranieri, hanno invaso le sale del Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane dell’Università di Catania rimasto aperto fino a tardi per festeggiare la Notte europea dei Musei.

Alla fine sono stati quasi 800 i visitatori che sono rimasti affascinati dall’antico gonfalone e dall’arazzo del Siculorum Gymnasium posizionati all’ingresso della struttura museale al piano terra del Palazzo centrale dell’ateneo. E da una stanza ad un’altra i visitatori hanno potuto ammirare quel susseguirsi di collezioni di preziosi beni museali, testimonianza e espressione del grande valore storico-artistico, scientifico e documentale del patrimonio universitario catanese grazie alle collezioni scientifiche, archeologiche, botaniche, minerali e naturalistiche.
Un’esposizione che ha consentito loro di comprendere il cospicuo patrimonio dei saperi e dei beni che sono il frutto dello svolgersi della secolare attività di ricerca, di didattica e di divulgazione dell'Ateneo catanese, il più antico della Sicilia.

«Al suo interno i visitatori hanno potuto apprezzare un ‘assaggio’ di tutto ciò che è esposto nelle varie strutture museali universitarie già esistenti come il Monastero dei Benedettini, Orto Botanico, Museo di Zoologia e Casa delle farfalle, Villa Zingali Tetto, Torre Biologica, Città della Scienza – spiega la professoressa Germana Barone, delegata al Sistema museale d’Ateneo -, collezioni, raccolte, patrimonio storico-artistico, ma anche tradizioni della ricerca e ritratti e testimonianze di grandi personalità dell’Università di Catania».

Ceramiche e reperti archeologici, antichi testi e documenti, come le pergamene di laurea settecentesche, crani, scheletri e reperti anatomici, antichi microscopici e strumenti di misurazione, tavole e progetti di illustri architetti siciliani, minerali, insetti, sementi rappresentative delle biodiversità siciliane, animali impagliati, e altro ancora come lo scheletro dell’elefante nano, l’esemplare di Paleoloxodon falconeri, una specie endemica vissuta in Sicilia fino a 400mila anni fa.

Un’apertura straordinaria serale che il Sistema museale d’Ateneo ha sposato in pieno aderendo alla Notte europea dei Musei che si svolge in contemporanea in tutta Europa dal 2005 e che quest’anno è giunta alla sua 12.ma edizione.

A far da ciceroni numerosi studenti di diversi corsi di laurea dell’ateneo, insieme ai docenti e al personale tecnico-amministrativo, che hanno illustrato le collezioni in un connubio di saperi tra storia, cultura, tradizioni e scienza.

«Sono particolarmente contenta nel vedere l'interesse e la curiosità dei tanti che hanno partecipato e nel constatare la vicinanza della popolazione al sistema museale dell'ateneo che si impegna sempre con maggiore sforzo nel fare conoscere l’Università di Catania a livello anche nazionale ed internazionale», spiega Germana Barone.

L'elefante nano siciliano viveva fino a settant'anni, era grande quanto un pony

«I musei universitari ricoprono, e devono continuare a farlo, un ruolo importante nel campo educativo e della ricerca – aggiunge la docente -. Le università, proprio in quanto istituzioni permanenti, effettuano ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva e le espone per scopi di studio e educazione. La funzione del museo, dunque, deve essere prima di tutto sociale, un servizio al cittadino, per quanto rimanga saldo il suo ruolo culturale e istituzionale».

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