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Il direttore del Cara di Mineo: "In Italia 600mila migranti senza permesso"

"Nel nostro Paese ci sono 600 mila migranti senza permesso, persone che hanno perso non soltanto il diritto all'accoglienza, ma hanno perso lo status. Sono zombie che vivono nel nostro paese...". Lo ha detto il direttore del Cara di Mineo, Francesco Magnano, a margine della partenza dei primi 50 migranti ospiti del centro che sarà chiuso entro l'anno.

"Io sono cattolico - precisa - e Papa Francesco sostiene che tutta l'Africa possa entrare in Europa. Per quanto possa apparire disumano dire chiudere tutti i porti prima dobbiamo dare risposte al popolo italiano per la presenza di questi 600 mila dannati della terra che vivono nelle nostre campagne e nelle nostre città...". "E' inammissibile - sostiene Magnano - continuare a fare arrivare flussi migratori dalla Libia e dall'area Sub-Sahariana. A queste 600 mila persone, il cui costo per il rimpatrio costerebbe quanto una finanziaria, dobbiamo dare risposte nel più breve tempo possibile alla tensione sociale che si è venuta a creare".

I sei migranti assenti al momento del trasferimento dal Cara di Mineo ai Csa di Siracusa e Ragusa avevano fatto colazione stamattina nella struttura, poi si sono allontanati volontariamente, rivela Magnano, spiegando che i sei "hanno perduto il diritto all'accoglienza in strutture governative, ma possono rimanere in Italia fino a che hanno un regolare permesso di soggiorno". Complessivamente i trasferimenti dal Cara di Mineo oggi sono stati 44. Altri sei saranno trasferiti domani per completare il numero previsto di 50. Da ottobre sono oltre 600 gli ospiti che hanno lasciato volontariamente la struttura.

"I sei - sottolinea Magnano - sono persone libere, hanno un permesso di soggiorno e possono andarsene quando vogliono. È chiaro che in questa fase il prefetto stabilisce il trasferimento di un immigrato e se l'immigrato non ottempera a quell'ordine, perde le misure di accoglienza su tutto il territorio nazionale che vengono loro revocate".

© Riproduzione riservata

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