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Catania, nuovo pronto soccorso all'ospedale Garibaldi: 6.400 metri quadrati divisi su quattro livelli

Schifani: «Obiettivo è proseguire in questa azione di riforma della sanità pubblica, dando una particolare attenzione alle strutture di emergenza»

«Quando si taglia un nastro vuol dire che si è raggiunto un traguardo». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, all’inaugurazione del nuovo pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi, a Catania, accompagnato dal presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, dall’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo, e dal commissario dell’Azienda ospedaliera, Fabrizio De Nicola.

Per Schifani «la nuova area di emergenza dell’ospedale Garibaldi di Catania è un traguardo a cui hanno lavorato bene prevalentemente i miei predecessori. L’obiettivo del mio governo - ha detto il presidente della Regione - è proseguire in questa azione di riforma della sanità pubblica, dando una particolare attenzione alle strutture di pronto soccorso, spesso il primo impatto con il sistema sanitario per i cittadini sofferenti. Con l’assessore Volo lavoriamo sulla pianificazione per utilizzare nei tempi richiesti le risorse del Pnrr al fine di aumentare i presidi sul territorio e di dare risposte sempre più efficienti all’utenza, poiché la sanità è un bene di tutti con una funzione essenziale, sia quando è svolta dal pubblico sia quando interviene il privato. In questo percorso non ci faremo condizionare dalla piazza: ascolteremo, verificheremo, guarderemo con attenzione, ma dobbiamo potenziare il servizio sanitario regionale pubblico per non essere schiavi di nessuna protesta».

Presenti anche gli assessori regionali all’Agricoltura, Luca Sammartino, e all’Economia, Marco Falcone, il prefetto, Maria Carmela Librizzi, il commissario straordinario del Comune e della Città metropolitana Piero Mattei, l’arcivescovo emerito Salvatore Gristina, altre autorità politiche, sanitarie, civili e militari. «Questo del Garibaldi è il secondo punto di emergenza che visito a Catania - ha aggiunto l’assessore Volo - e ne apprezzo la straordinaria qualità. Anche a Palermo stiamo effettuando numerosi interventi di miglioramento sul sistema delle aree di emergenza. Tutto questo è possibile grazie alle risorse del Pnrr che, tra l’altro, stiamo utilizzando anche per realizzare e sviluppare i punti territoriali, come gli ospedali e le case di comunità e le centrali operative (Cot). L’obiettivo è quello di dare assistenza adeguata ai pazienti con cronicità e fragilità anche e soprattutto fuori dagli ospedali tradizionali, assegnando a ogni struttura il giusto ruolo e la funzione appropriata».

La nuova struttura di emergenza è antisismica, tecnologica e a basso consumo energetico. Sarà operativa in una decina di giorni, secondo quanto assicurato dalla dirigenza dell’Azienda sanitaria. Costruita su quattro livelli, per complessivi 6.400 metri quadrati, dispone di camera calda, sala angio-tac con schermatura a piombo, tre moderne e avanzate sale operatorie, un trauma center, una terapia intensiva con venti posti letto di cui quattro isolati, terapia semi-intensiva da dodici posti letto, separazione delle aree per pazienti affetti da malattie infettive. Dispone di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda e di una copertura fotovoltaica sul tetto da 429 moduli, mentre altri 129 pannelli sono montati sulla tettoia del parcheggio.

Il nuovo pronto soccorso è stato realizzato attraverso un appalto integrato per la progettazione definitiva ed esecutiva e la realizzazione dei lavori, con un finanziamento complessivo di circa 16 milioni di euro, dei quali 9,13 milioni dai fondi ex art. 71 Legge 448/98 (Programma di riqualificazione dell’assistenza sanitaria riguardante le città di Palermo e Catania) e 5,8 milioni dai fondi di bilancio dell’Azienda ospedaliera. L’appalto è stato aggiudicato nel 2017, la consegna definitiva dei lavori è avvenuta a marzo 2019. Sono stati ultimati a marzo 2022, il collaudo strutturale a luglio dello stesso anno e quello amministrativo a gennaio 2023. In programma c'è anche la realizzazione di un «secondo plesso», collegato alla struttura appena inaugurata. Ospiterà 5 unità operative con alta intensità di cure e 6 sale operatorie.

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