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CATANIA

Le dipendenti: "Spiava nel nostro bagno". Chiesta condanna per commercialista

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Pm e parti civili: «La condotta del commercialista va condannata con il massimo della pena prevista»

CATANIA. "Quattro anni di reclusione e 300 euro di multa". E' stata questa la richiesta che, a conclusione della requisitoria, ha avanzato al giudice monocratico del Tribunale di Catania, Manlio Marini, il pm Agata Pulvirenti per un commercialista imputato per interferenze illecite nella vita privata. Ad accusarlo sono alcune delle sue ex collaboratrici dello studio; per loro è stato lui a posizionare una penna - telecamera in bagno il 15 ottobre del 2009. L'uomo, durante il dibattimento, si è difeso dicendo di essere estraneo alla vicenda e di avere partecipato ad un convegno quel giorno. A tingere di giallo l'accaduto, poi, sono state le deposizioni del portiere e di un abitante dello stabile che hanno dichiarato di avere notato le luci accese dello studio proprio quella mattina e all'alba.

Per il pm, la condotta va condannata con il massimo della pena prevista perché "i fatti riguardano la dignità della persona". Alla medesima conclusione sono giunti anche i legali delle ex collaboratrici, gli avvocati Maria Platania e Luca Mirone. Condivide l'indignazione del pm l'avvocato Antonio Fiumefreddo, che insieme all'avvocato Barbara Ronsivalle assistono l'imputato, ma ha tenuto subito a precisare il "vizio" che sta alla base di tutto il procedimento e che rende la prova, cioè il filmato, inutilizzabile.

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