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Catania, l'arte contemporanea fa rivivere i personaggi di Verga

Sarà l’arte contemporanea a far rivivere il pensiero, la filosofia e i racconti di Giovanni Verga. Nel centenario della sua morte da domani, sabato 19 novembre, a Catania, al Castello Ursino, una collettiva con artisti italiani e stranieri, dal titolo Cuore Contento, che si richiama ad un suo aforisma, rielabora gli scritti e i personaggi dell’autore siciliano a cui, parallelamente, è dedicata, sempre da domani, la mostra documentaria dal titolo Verga: quotidianità di un romanziere. Famiglia, vita, carattere e opere dello scrittore dal carteggio Fondo Eredi Verga, promossa dal Comune di Catania e inserita nel programma delle iniziative ufficiali organizzate dalla Regione Siciliana - Assessorato ai Beni Culturali con stazione appaltante la Soprintendenza di Catania.

Da un’idea di Davide Bramante, la collettiva d’arte contemporanea raccogliere le opere di artisti che in Sicilia sono già stati protagonisti di altre esposizioni o di residenze artistiche e che hanno realizzato le proprie opere, utilizzando diversi linguaggi, con l’obiettivo di raccontare attraverso l’arte il padre del Verismo italiano. Nove gli artisti che si sono cimentati in questa sfida: Mauro Benetti, Davide Bramante, Giuseppe Bombaci, Anna Capolupo, Francesco Lauretta, Zanbagh Lotfi (Iran), Massimo Izzo, Milena Sgambato e Melisa Vallejos (Argentina).

«L’invito è stato quello di andare a realizzare un’opera ad hoc per questa mostra - spiega Bramante che ha realizzato una creazione che interseca la fotografia in bianco e nero alla pittura a colori -. Tutti gli artisti hanno svolto un minuzioso lavoro di ricerca, passando dai luoghi verghiani come Catania, Vizzini e Acicastello, per inoltrarsi tra le pagine delle sue opere, rileggendo gli aforismi o i racconti, inoltrandosi nel ciclo dei vinti, ritrovando quella Sicilia di contadini e pescatori di cui ancora oggi resistono alcune tracce. Ogni artista ha compiuto un percorso personale che ha poi trasformato in opera». E se Bramante ha dedicato la sua opera al rapporto tra Verga e Catania, con sullo sfondo l’Etna, c’è chi, come ad esempio Francesco Lauretta, ha realizzato un’opera pittorica che trova nel disegno delle ostriche una metafora che ci richiama a Fantasticheria e ai Malavoglia, o ancora un’altra artista, Milena Sgambato, che nella rappresentazione di una collana di perle si è ispirata al romanzo Storia di una Capinera, simboleggiando l’amore e la passione che connotano Maria, la fragile protagonista della storia.

L’arte contemporanea si affianca dunque alla mostra documentale, offrendo un percorso differente dal solito, un modo per avvicinare anche chi non è uno studioso o un esperto al mondo di Verga. Ma certamente la mostra documentaria, il cui curatore scientifico è Antonio Di Silvestro, è pronta a svelare tante sorprese, con testi, lettere, carteggi, atti giudiziari, documenti contabili in parte inediti, custoditi nell’Archivio Storico comunale. Un’esposizione realizzata con il coordinamento del direttore comunale della Cultura Paolo Di Caro, il controllo gestionale di Sabina Murabito del sistema bibliotecario della stessa direzione Cultura, di Agata Tarso e Antonella Curiale, operatori dell’Archivio Storico del Comune di Catania, e Denise Bruno, studiosa in filologia mentre il visual, il progetto grafico del catalogo, le foto del materiale d'archivio e l’allestimento dell’esposizione documentaria è l’Accademia di Belle Arti di Catania. La mostra potrà essere fruita fino al 26 dicembre tutti i giorni da lunedì a domenica, dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle 18). L’inaugurazione è prevista per questo sabato 19 novembre alle 18.

 

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