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Il blitz di Randazzo: 21 in carcere, ecco i nomi e la gestione di Turi Sangani al vertice del clan

Sono 21 le persone finite in carcere nell’ambito dell’operazione dei carabinieri Terra Bruciata che ha portato allo smantellamento della cosca mafiosa di Randazzo.

Nelle prime ore del mattino, su delega della direzione distrettuale antimafia, i carabinieri della compagnia di Randazzo e del Comando provinciale di Catania, supportati dai reparti specializzati dell’Arma presenti nella Regione siciliana (compagnia di intervento operativo del XII Reggimento Sicilia, Squadrone eliportato Cacciatori Sicilia, nonché l’Aliquota di primo intervento e il nucleo cinofili), hanno eseguito, nelle province di Catania, Cagliari e Rimini, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Catania nei confronti di soggetti indagati perché gravemente indiziati, a vario titolo, gravemente indiziati dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e munizioni, aggravati dal metodo mafioso. Ad altre 13 persone, invece, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini.

L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e condotta dai militari della compagnia carabinieri di Randazzo tra il luglio 2018 e il gennaio 2021, attraverso complesse attività tecniche e dinamiche, ulteriormente riscontrate dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo Porto (che ha confermato la presenza storica del gruppo sul territorio), ha consentito di monitorare le evoluzioni delle dinamiche associative del clan Laudani, anche noti come mussi i ficurinia, individuandone, allo stato degli atti, l’attuale responsabile per l’area di Randazzo, ovvero Salvatore Turi Sangani, referente di zona per Paolo Di Mauro, deceduto nel corso dell’indagine e figura apicale, finché in vita, dei Laudani per l’intera fascia jonico-etnea.

Nell’attuale fase del procedimento, in cui non è stato ancora instaurato il contraddittorio tra le parti, le attività tecniche hanno fatto emergere come Turi, a partire dal febbraio 2008, appena riacquistata la libertà, si sia sostituito al fratello Oliviero (detenuto per omicidio plurimo), imprimendo nuovo slancio alle attività criminali, incrementando, in particolare, sia le estorsioni ai danni di imprenditori locali, sia il traffico di sostanze stupefacenti.

Le investigazioni hanno altresì fatto emergere come Salvatore Sangani , nella quotidiana gestione delle attività illecite del sodalizio, abbia costantemente adottato particolari cautele volte ad evitare che le sue conversazioni potessero essere ascoltate dalle forze dell’ordine, come l’utilizzo di una rete telefonica riservata, caratterizzata da utenze intestate ad ignari cittadini extracomunitari, sostituite di frequente. E ancora, il ricorso a nomi in codice per indicare le sedi, di volta in volta diverse, deputate alla trattazione delle varie questioni di interesse del clan, che doveva avvenire esclusivamente in presenza. In tali occasioni, Sangani avrebbe sempre imposto ai suoi interlocutori di non portare i cellulari al seguito.

In un quadro così articolato, avrebbero rivestito un ruolo di particolare rilievo sia i figli di Turi Sangani, Francesco e Michael, sia suo nipote, Samuele Portale. Quest’ultimo, in qualità di braccio destro dello zio Turi, evitando l’esposizione diretta dello stesso nella gestione degli affari illeciti della «famiglia» relativi all’approvigionamento degli stupefacenti, avrebbe mantenuto in particolare i contatti con soggetti appartenenti ad altre organizzazioni. Il pieno coinvolgimento di Portale nell’associazione mafiosa sarebbe confermato dal fatto che quest’ultimo, unitamente a Pietro Pagano, in diverse occasioni e su incarico di Salvatore Sangani, avrebbe preso parte a delicati incontri con esponenti di altre organizzazioni criminali, come quelli avvenuti con Francesco Rapisarda, detto Ciccio ninfa, originario di Giarre.

I nomi degli arrestati

1. SANGANI Salvatore, detto Turi, nato a Randazzo (CT) il 3.8.1964
2. SANGANI Francesco, detto Paolo, nato a Taormina (ME) il 16.3.1986
3. PORTALE Samuele, nato a Catania il 21.6.1988
4. PAGANO Pietro, detto Piero, nato a Bronte (CT) il 25.4.1981
5. LO GIUDICE Vincenzo, detto mastro, nato a Randazzo il 22.8.1965
6. FARINA Giovanni, nato a Randazzo il 05.7.1985
7. CRASTÌ SADDEO Salvatore, detto u niuru, nato a Randazzo l'11.5.1976
8. SANGANI Michael, nato a Bronte il 4.1.1995
9. PORTALE Marco, nato a Bronte il 24.4.1982
10. GULLOTTO Francesco, detto Ciccio, nato a Catania il 5.11.1977
11. ROSTA Fabrizio, detto panzerotto, nato a Bronte, il 14.8.1991
12. GULLOTTO Vincenzo, detto ‘breakdance’ nato a Bronte l'11.1.1974
13. COSTANZO ZAMMATARO Giuseppe, detto Pippo 'u pazzu, nato ad Acireale (CT) il 26.3.1963
14. SCIAVARELLO Giuseppe, nato a Catania il 21.2.1980
15. MANGIONE Alfredo, detto 'u cumpari, nato a Randazzo il 12.5.1968
16. CAMARDA Daniele, detto parillitta, nato a Bronte l'1.12.1970
17. BONFIGLIO Salvatore, detto Turi, nato a Bronte il 5.9.1990
18. RUSSO Salvatore, nato a Bronte il 23.3.1996
19. CANTALI Christian, detto San Martino, nato a Taormina il 16.9.1997
20. RAPISARDA Francesco, detto Ciccio ninfa, nato a Catania il 13.3.1975
21. LUPICA TONNO Antonino, detto Nino, nato a Bronte il 27.2.2001

 

 

 

 

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