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Il blitz antimafia di Catania, i nomi dei 24 arrestati. Gli imprenditori taglieggiati non denunciano

Un colpo trasversale alla mafia della fascia ionico etnea che va da Giarre a Taormina con dentro storici paesi in cui la criminalità organizzata ha sempre fatto sentire la sua voce, come Calatabiano, Fiumefreddo, Giardini Naxos, Castelmola. Azzerati i due fronti mafiosi dei Cintorino e dei Brunetto articolazioni territoriali dei clan Cappello e Santapaola. 37 gli indagati, 24 gli arrestati di cui sette già in carcere, con uno nel frattempo deceduto. L’operazione «Tuppetturu», in siciliano trottola, è la prosecuzione di un altro blitz, scattato nel giugno del 2019 dal nome inconfondibile, «Isola bella».

Sono state le dichiarazioni del boss dei Cintorino Carmelo Porto, nel frattempo divenuto collaboratore di giustizia, a fare scattare ulteriori indagini dei finanzieri del Gico della Guardia di finanza, sfociate nell’operazione di oggi. Scoperte sei estorsioni, tutte perpetrate con lo stesso modus operandi: la bottiglia incendiaria dietro la saracinesca, i primi danneggiamenti e il ricorso ad un mediatore, l’amico buonò per trovare un accordo e pagare alla cassa dei clan. Versate somme che variavano dai 3 mila a 4 mila euro annuali in tranche trimestrali o semestrali. Scoperto un taglieggiamento ventennale iniziato con il pagamento in lire. Il gip ha anche disposto il sequestro di tre attività: due che si occupavano di ristorazione e una terza di movimento terra. Tra le attività dei Cintorino a Calatabiano e dei Brunetto tra Giarre, Fiumefreddo, Mascali e Castiglione di Sicilia anche lo spaccio di droga.

«Un’organizzazione - dichiara il generale Antonio Raimondo, comandante provinciale della guardia di finanza di Catania - molto meticolosa, metodica, organizzata quasi in maniera scientifica che purtroppo dimostra l’attualità della pervasività della criminalità organizzata, la sua efficacia nei confronti delle vittime delle estorsioni che purtroppo non hanno mai avuto l’ardire di avvicinarsi alle forze dell’ordine per denunciare e anche nel momento in cui sono state contattate, hanno cercato di non fornire indicazioni utili per timore di ritorsioni da parte della criminalità».
Nel blitz, aggiunge, «è emersa la grande capacità intimidatoria ancora attuale, della loro potenza sul territorio della la loro capacità di controllare in maniera trasversale non solo le estorsioni, ma anche il traffico di droga», ha aggiunto.

I nomi degli arrestati

Giuseppe Andò, nato a Giarre il 14.7.1960
Carmelo Caminiti, nato a Taormina il 24. 11.1973
Dario Cavallaro, nato a Taormina il 19.3.1982
Luciano Maria Costanzo, nato a Piazza Armerina il 15.3.1992
Sebastiano Cateno Costanzo, nato a Taormina il 31.8.1979
Cristian Cullurà, nato a Taormina il 9.2.1987
Gaetano Di Bella, nato a Catania il 27.9.1960
Orazio Di Grazia, nato a Giarre il 22.1.1982
Edy Fazio, nato a Catania il 28.2.1994
Pietro Galasso, nato a Calatabiano il 30.7.1972
Giovanni Camillo Gambacurta, nato ad Acireale il 18.7.1962
Angelo Leonardi, nato a Taormina il 23.4.1996
Giuseppe Lisi, nato a Giarre il 9.2.1974
Marco Longhitano, nato a Taormina il 20.2. 1984
Giuseppe Mascali, nato a Catania il 24.10.1982
Francesco Maugeri, nato a Paternò il 2.4.1959
Vincenzo Messina, nato a Messina il 16.11.1976
Giuseppe Raneri, inteso Castelmola, nato a Taormina il 27.2.1972
Pietro Roccella, nato a Taormina il 18.3.1989
Giuseppe Ruggeri, nato a Taormina il 15.5.1965
Gaetano Scalora, nato a Calatabiano il 25.2.1963
Mariano Spinella, nato a Graniti il 12.3.1966
Costantino Talio, nato a Taormina il 20.9.1988
Salvatore Zacco, nato a Catania il 31.1.1977

© Riproduzione riservata

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